La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo. – Jimi Hendrix –

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WALTER FONTANA: “SONO QUI” – ORA PIU’ CHE MAI!


“Mio padre un giorno ha detto: cadere è un privilegio: è lì che ti ritrovi solo e inizia un nuovo viaggio”. (cit. di “Sono qui” titletrack).

Proprio come dice Walter è iniziata con il suo nuovo album da solista “Sono qui” una nuova avventura, della quale il giovane cantante ci racconta la nascita, le varie fasi, le emozioni ed il percorso che dopo l’esperienza come leader dei Lost lo ha portato ad incidere un disco che urla al mondo ora più che mai “Sono qui”! 

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L’album esce venerdì 13 maggio, preceduto dal video del singolo “Perfetto” (per la regia di Vittorio Brumotti), prodotto da Palcido Salamone, distribuito da Universal Music Italia su etichetta discografica di Accademia Edizioni Musicali. Inoltre importanti collaborazioni: Giovanni Caccamo -il quale ha regalato a Walter il pezzo “Corro”- ed il rapper Jethro Sheeran (cugino di Ed Sheeran).

Il disco catapulta chi l’ascolta in un vortice di emozioni forti tramite canzoni che narrano di voglia di rivincita, storie d’amore andate male, senso di libertà infinita, voglia di vivere alla grande, di godersela e basta… senza pensare troppo al domani.

Musicalmente c’è tutto ciò che da sempre contraddistingue il cantante: pop, rock, rhythm and blues, dance (genere presente soprattutto nel brano “ Riempiamoci di stelle”, canzone dall’enorme potenziale dance, che probabilmente ascolteremo presto in tutte le discoteche italiane e non solo!).

E poi… all’interno dei testi esce fuori l’anima cantautorale eccelsa direi di Walter…

INTERVISTA

Chi sono gli artisti che ti hanno ispirato a tal punto da dire: <<Voglio fare il cantante?!>>.

Diciamo che l’incontro vero e proprio con la musica che mi ha proprio spinto a intraprendere questo percorso è stato nel ’99 quando è uscito il disco dei Blink182 “Enema of State”. Quando è uscito quel disco per me è cambiata proprio la visione della realtà che stava intorno a me. Da lì ho deciso: Okay smetto con tutto il resto! (Perché prima giocavo a calcio come tutti i ragazzini di quell’età, 14/15 anni) e ho detto prendo la mia prima chitarra e da qui voglio partire con questa mia nuova passione, che poi fortunatamente si è trasformata in qualcosa di più.

E com’è nato questo progetto del disco “Sono qui”?

Beh, questo nuovo album è nato in diverse fasi, nel senso che dopo i Lost avevo bisogno di ripartire sotto una nuova veste, quindi ho iniziato a scrivere nuove canzoni e a prendere spunto dalla mia vita… ho fatto un sacco di viaggi, ho conosciuto un sacco di persone e piano piano sono nate tante canzoni e di queste canzoni ne ho scelte 10 che sono tutte all’interno del nuovo album.

Da 1 a 10 quanto è autobiografico?

Siamo a 9, perché essendo cantautore riporto quello che vivo e vedo attorno a me, quindi è normale che ci sia gran parte della mia vita all’interno.

Il tuo è un disco con tante belle collaborazioni: Giovanni Caccamo, Jethro Sheeran… Come sono nate? Puoi dirci qualche aneddoto?

Con Giovanni già ci conoscevamo, perciò è stato bello lavorare con lui durante la fase di registrazione, mentre per quanto riguarda Jethro l’ho conosciuto tramite amici a Londra e quando poi gli ho fatto ascoltare un po’ della mia roba… ha ascoltato il mio nuovo singolo “Perfetto” e ha detto: <<Questo pezzo mi piace molto! Non so bene cosa stai dicendo in realtà, perché non conosco bene l’italiano, però voglio cantarci anch’io!>>. E allora ho tradotto la canzone e lui in un paio i giorni ha scritto la sua parte e l’ha registrata e quindi ha completato un po’ il puzzle.

Se ti dico al momento la parola Lost, cosa ti fa venire in mente?

Mi fa venire in mente tanti momenti che chiaramente non scorderò mai. Per me i Lost sono stati la mia seconda famiglia; abbiamo vissuto dei momenti che ragazzi della nostra età magari non vivono… Abbiamo vissuto una parte della nostra vita da sogno, perché comunque era quello che volevamo sin da quando eravamo dei ragazzini e aver visto trasformare tutto questo in qualcosa di grande è stato veramente bello e quindi sono ricordi che porto dentro di me e sicuramente non se ne andranno mai via.

Secondo te potrebbe esserci qualche rimpatriata, oppure ormai ognuno va per la propria strada…?

Attualmente abbiamo preso strade diverse e non c’è l’intento di fare una reunion, però in futuro  non si sa mai, magari un concerto non si sa, e non chiudiamo le porte… Io non ho mai chiuso le porte a nulla e a nessuno quindi bisogna seguire quello che la vita ci dà… Se la vita mi ha portato a questa mia fase… ad essere qui con un disco da  solista,  vuol dire che c’è un piano e quindi ogni persona deve andare avanti e dare il meglio di sé.

E quando potremo vederti live? Oppure hai già iniziato con i concerti?

Guarda adesso con questa nuova mia ripartenza devo farmi conoscere il più possibile sotto questa nuova veste che non è più Walter dei Lost, ma è Walter Fontana quindi è un cammino lungo, non facile ma sono pronto ad affrontarlo. Adesso ho fatto molti in-store tour all’interno dei centri commerciali e continueranno anche da settembre in poi e adesso ho qualche evento, ma i concerti veri e propri verranno più avanti in autunno o in inverno, perché comunque è un work in progress e bisogna stargli dietro.

A chi dedichi “Sono qui”?

Beh… a tante persone… In primis secondo me alla mia famiglia che comunque mi ha sempre supportato e aiutato sin da quando avevo messo in piedi i Lost, senza mai mettermi pressioni o altro e hanno sempre ascoltato la mia musica, mi hanno sempre appoggiato in ogni scelta, anche quando magari non erano facili. E poi chiaramente lo dedico a tutte le persone che hanno sempre seguito la mia musica e che ancora adesso sono qui di fianco a me.

E come ultima domanda… cos’è per te la felicità?

La domanda da un milione di dollari?!

Sembra facile, ma non lo è no…?

La felicità… la felicità  la puoi trovare in tante cose… tante volte si pensa che la felicità derivi da cose importanti, invece la ritrovi nelle piccole cose quindi stare con gli amici, suonare… per me chiaramente è poter suonare e stare sul palco. Quella per me è la felicità più grande.

Bellissima risposta! E grazie! Da Spumeggiante Magazine – il blog libero e indipendente-  :)!

Grazie a te!

 

PERFETTO, 1° SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “SONO QUI”

I BRANI

  1. INFINITO
  2. PIOGGIA D’AGOSTO
  3. QUESTO SONO IO
  4. PERFETTO
  5. SEI TU
  6. RIEMPIAMOCI DI STELLE
  7. LO SBAGLIO PIU’ BELLO
  8. BLU COBALTO
  9. CORRO
  10. SONO QUI

 

 

 

 

INTERVISTA A DANIELA NARDI: L’ANIMA ITALO-CANADESE DI “ESPRESSO MANIFESTO”


 

CANTOCover_bassa“Canto” (GRAF MUSIC/Audioglobe) è il nuovo disco di Daniela Nardi, l’eclettica cantante  italo-canadese amante dell’arte, della musica e della cultura a capo di “Espresso Manifesto”, forum culturale per gli italo-canadesi.

10 cover pop/jazz di alcuni dei cantautori del Bel Pese che il mondo intero ci invidia (Jannacci, Jovanotti, De André…), più un inedito scritto dalla stessa cantante/polistrumentista Nardi. Un grande omaggio all’Italia.

L’album che non ti aspetteresti. Le cover che non ti aspetteresti. Daniela Nardi riesce a trasportare l’ascoltatore a pieno nel suo mondo: quello del jazz puro, imbevuto di qualche punta di blues e punk rock. Disco cantato non solo inglese, ma anche in italiano e francese, in modo sempre impeccabile. La Nardi prende qualsiasi cosa e la fa completamente a pezzi! Rendendo suo ogni singolo brano, poiché è dalle ceneri dei brani “distrutti” che nascono le melodie più belle. Ed è questa la sua forza!

INTERVISTA

Devo dire che è un onore intervistare Daniela Nardi, una delle più belle voci jazz del panorama internazionale…

Può parlarci del suo background musicale…? A quali artisti si ispira?
Ho cominciato quando ero giovane, quando avevo 5 anni suonando il piano. Non ho mai pensato di cantare fino a quando ho iniziato a scrivere le mie canzoni. L’ho fatto più per necessità in quanto qualcuno doveva pur cantarle.

La sua versatilità stilistica è notevole: è passata dal punk, al latino, al jazz… ma quale dei vari generi predilige di più in assoluto?
Il pop è il genere musicale in cui mi sento più a mio agio. Quando ho cominciato scrivere sono stata profondamente influenzata della musica pop di Sting, The Police, Annie Lennox e The Eurythmics. Il Jazz è venuto dopo, quando sono andata all’università ed è stato come entrare in un Mondo nuovo.

 

Cosa l’ha spinta tra gli innumerevoli artisti italiani a scegliere proprio Jannacci, Jovanotti ecc..? C’è qualcosa che in qualche modo li accomuna a lei?
Ho tanto rispetto per tutti perché sono artisti incredibili. Credo che ognuno parli a una parte di me ma devo dire che Jannacci e Conte siano i più vicini al mio lato poetico e De André al mio lato riflessivo
5. DNhighres

Com’è stato lavorare accanto ad artisti come Downes, Travasso, Bosso e Mirabassi? E soprattutto com’è lavorare con il proprio compagno di vita, nonché grande pianista Ron Davis?
Lavorare con questi musicisti così bravi è veramente un sogno. Sono artisti incredibili ma anche persone davvero gentili. Io e mio marito siamo persone molto diverse e abbiamo un modo di lavorare insieme che è molto particolare. Non è sempre facile però abbiamo l’esperienza per capire quando è necessario dire qualcosa e quando è preferibile lasciar perdere. Forse è un segno di maturità🙂

 

Daniela lei artista a tutto tondo è anche a capo di “Espresso Manifesto: Musica, Arti, Cultura”… per chi non lo conoscesse, può spiegarci come e perché nasce questo salone della cultura?

Per noi Italo-Canadesi, non è semplice divulgare la nostra cultura contemporanea allora ho voluto creare un forum per creatori di origini Italo-Canadesi contemporanei.


La sua canzone preferita di sempre?
Semplice: Roxanne dei The Police….

 

Se potesse fare un duetto con un artista del Bel Paese… chi sceglierebbe?
Ci sono tanti cantautori notevoli, autori bravissimi però fare un duetto con Vinicio Capossela sarebbe stupendo!

Quando potremmo vederla esibirsi live?
Suonare in Italia sarebbe un sogno per me. Voglio venire in Italia per un tour perché’ la cosa che mi ha piacevolmente sorpreso è stata l’accettazione del mio lavoro e il grande apprezzamento. Molto italiani mi hanno detto che ho fatto loro un regalo reinterpretando queste canzoni e questo pensiero mi ha davvero commosso.

 

Un mondo senza musica sarebbe?
Un mondo triste.

 

Per chiudere a chi dedica “Canto”?
Come sempre alla mia mamma, Rosetta… che amava la musica con tutta la sua anima.

Grazie mille signora Nardi.
Grazie a voi!

TRACKLIST DI “CANTO” DANIELA NARDI

1: Punto – Jovanotti

2: Giovanni Telegrafista – Enzo Jannacci

3: Senza Paura – Ornella Vanoni

4: Tout L’amour – Caterina Valente

5: A Story Gone Wrong – Fabrizio De Andrè

6: Giudizi Universali – Samuele Bersani

7: Gira e Rigira – Joe Barbieri

8: Beautiful That Way – Noa

9: Oublions Nous (Dimentichiamoci) – Bungaro

10: Amami Ancora – Daniela Nardi (inedito)

11: Canzone Per Te – Sergio Endrigo

 

Giovanni Telegrafista

 

VORREI MA NON POSTO


E lo zio del rap italiano per antonomasia, J-Ax è tornato! (Reduce dal megagalattico successo del suo ultimo disco “Il bello d’esser brutti”) e lo fa con un altro personaggio hip-hop: Fedez.

Alessandro e Federico messi insieme spaccano tutto come una boma e fanno il BOOM!!! -di ascolti, di visualizzazioni.

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Per il tormentone dell’estate soltanto 4 parole: VORREI MA NON POSTO, singolo che anticipa l’attesissimo album dei due, che con la loro ironia ci ricordano che siamo sbarcati nell’era dell’ “homo social dipendente”. Riconoscerlo è facile: testa bassa, occhi vitrei incollati ad un aggeggino luminoso, che a forza di essere utilizzato potrebbe causare oltre all’ipnosi permanente, anche il tunnel carpale giovanile! Oltre che la selfie-dipendenza e in alcuni casi provocare versi simili a quello dei canarini: tweet-tweet… Per non parlare dell’isteria causata dalla perdita di connessione!!!! (AUITOOOOOO!)

Ma grazie a dio esistono ancora persone che oltre a postare, re-tweetarare e condividere, credono ancora che sia possibile vivere più di 24h senza smartphone… Oppure no?

 

I SUPER EROI ESISTONO! – Intervista a Steven Woodmore the world fastest talker


I super eroi esistono davvero, non è fantascienza, ma realtà! E Steven Woodmore (Chislehurts Bromley, UK) ne è l’esempio vivente! E’ un semplice venditore di prodotti di elettronica con un talento unico: la rapidità nel parlare. Infatti Steven è stato dichiarato colui che parla più veloce al mondo dal Guinness World Record, perché capace di pronunciare 637 parole in un minuto, vale a dire che la sua velocità nella dialettica è quattro volte più alta rispetto alla media. E oggi come oggi nessun altro è riuscito a batterlo. E’ riuscito a leggere un pezzo di “Essere o non essere” (Amleto W. Shakespeare) in 56 sec. nello show “Motor Mouth” ed in oltre è stato anche capace di leggere a voce alta l’intero tax code del Regno Unito in soli 5 giorni…! Roba da super eroi! Tanto che fra le sue apparizioni televisive Steven è stato in una puntata del documentario di Stan Lee (creatore di Spider-Man, Hulk ecc.) chiamato “Superhumans”.

Woodmore ha scoperto di saper leggere così veloce all’età di 7 anni, grazie ad un insegnante che gli diede una  punizione per il suo essere troppo loquace a scuola, così dovette recitare un testo molto lungo, ma nessuno poteva credere che avrebbe finito così presto. Ma in realtà l’ignaro Woodmore scoprì il suo talento sin da quando iniziò a parlare, come spiega nell’intervista che Spumeggiante Magazine è onorato di farvi leggere….

steven woodomore tax code

 

 Signor Woodmore, colui che parla più veloce al mondo… Può spiegarci quando e come ha scoperto il suo talento riguardo la velocità nella dialettica?

Ho scoperto di avere questo talento non appena ho iniziato a  parlare, anche se in quel momento non sapevo cosa fosse.

Come hanno reagito i suoi insegnanti e genitori riguardo questo strano, ma curioso talento?

Io ero uno di quei bambini che non voleva  mai stare zitto e parlava per ore e ore di niente. Per i primi anni della mia vita ero convinto che il mio cognome fosse  “shut up”, perché tutto quello che ho mai sentito è stato “Steve -shut up”! Ho capito che parlando così veloce infastidivo la gente, perciò durante la mia  infanzia ho speso un sacco di tempo cercando di parlare più lentamente. Ci ho lavorato molto, eccetto quando ero nervoso o eccitato. Ricordo una volta in un’assemblea scolastica ho scelto di leggere il poema “Jaberwocky”, che per tutto il tempo avevo studiato bene. Poi ritrovandomi sul palco di fronte a tutta  la scuola mi sono venuti i nervi a fior di pelle e ciò mi ha spinto a leggere velocissimo, tanto che il dirigente scolastico mi ha dovuto interrompere e dirmi di rallentare… fu piuttosto imbarazzante.

E quando ha realizzato di poter battere il record?

Sono andato a una festa di lavoro e tutti gli ospiti hanno dovuto fare qualcosa di insolito, io ho scelto di parlare veloce… Dopo averlo fatto, qualcuno mi ha detto dell’esistenza di un record mondiale che riguarda la mia abilità e che avrei dovuto informarmi… L’ho fatto e ho provato a vedere se ero veloce abbastanza da batterlo. Con mia grande sorpresa ci sono riuscito al primo tentativo a casa mia.

Pensai che fosse abbastanza ironico aver speso anni a imparare a parlare più lentamente e ora volevo velocizzarmi di nuovo. Tuttavia parlare veloce non era abbastanza, averi potuto battere il record, ma non ero sicuro che la gente potesse capire le parole. Rendere le parole comprensibili fu la parte più difficile , ma dopo circa 6 mesi potei farlo, contattai uno show televisivo e la settimana dopo ero in diretta tv e non solo battei il record esistente, ma lo distrussi completamente con oltre 50 parole in più al minuto.

E ‘stato tutto registrato e giudicato correttamente, in tutto il brano ho pronunciato oltre 600 parole, solo 5 sono state dichiarate errate.

Da lì in poi com’è cambiata la sua vita?

Da allora ho superato il mio stesso record due volte… l’ultima nel 1991 e fino ad oggi il record di 637 parole al minuto, non è stato ancora battuto.

La mia vita in realtà non è cambiata poi così tanto. Non ho mai commercializzato il mio record… l’unica cosa è che mi ha permesso di viaggiare (per apparizioni televisive) in altri paesi nei quali altrimenti non sarei mai andato.

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Secondo lei, tra i suoi figli c’è qualcuno col suo stesso talento capace di parlare velocemente?

No, nessun altro in famiglia ha questo talento.

Ad oggi vorrebbe aggiornare il suo GWR? (637 parole al min.), magari in Italia? O forse sta pensando ad altri record?

Purtroppo nel 2014 mi è stato diagnosticato un cancro (N.H.L.) e parte del trattamento di radioterapia è stato fatto sul collo e durante il trattamento alcune ghiandole salivari sono state distrutte. Adesso ho la bocca sempre asciutta, perciò no riesco più ad essere veloce come prima… solo non  più come per il Guinness World Record.

Mi dispiace moltissimo… ma lei è e sarà per sempre uno dei più grandi uomini del mondo, un pezzo di storia non solo del Guinness World Record, ma dell’umanità.

Ultima domanda: cos’è per lei la felicità?

L’unica felicità che ho mai chiesto è stata di avere dei figli e di vederli crescere sani e felici e così è stato, quindi ho avuto la mia felicità.

 

SUPER-HEROS EXSISTS! – Interview to Steven Woodmore the world fastest talker

Super-heros really exixsts, it’s not science fiction, but reality! And Steven Woodmore (Chislehurts Bromley, UK) is the living proof! He’s a simple electronics salesman with a unique talent: his rapid speech. In fact Steven was declared the World Fastest Talker by the Guinness World Record, because he’s able to say 637 words in one minute, ie he’s got a dialect speed four times faster than the average person. And nowadays no one else has been able to break it. He readed a piece or “To be or not to be” (Hamlet, W. Shakespeare) in 56 seconds on the TV show “Motor Mouth” and also he was able to read out aloud all the tax code of United Kingdom only in 5 days…! A supe-rheros stuff!  In fact in his appearances on TV Steven was in a Stan Lee’s documentary  (the creator of Spider-Man, Hulk ext.) called “Superhumans”.

 Woodmore discovered to be able to read so fast when he was 7, thanks a teacher that gave him a punishment for being too talkative at school and so he was reciting a long text, but no one could believe that he finished so quickly! But actually the unaware Woodmore, discovered his talent since he began to speak, as he explains in the interview that Spumeggiante Magazine is honored to make you read…

 

Mr Woodmore, the world’s fastest talker… Can you explain when and how  did you discover your talent about dialectic speech?

I discovered I had this talent as soon as I could talk, although at that time I didn’t know what it was.

How did react your teachers and parents about this strange, but curious talent?

I was one of those children that would never shut up and would talk for hours and hours about nothing at all. For the first few years of my life I was convinced my surname was “shut up” because all I ever heard was “Steve -shut up” I realised it was my fast talking that was annoying people so thorughout my childhood I actually spent a lot of it trying to slow my speech down. It mostly worked except whenever I got nervious or excited, I remember once at a School assembly I got chosen read the peom “Jabberwocky” which all the time I rehearsed it I did it fine, then I got on stage in front of the whole school and my nerves kicked causing me to read it really fast. The Head teacher had to interupot me and tell me to slow down, it was actually quite embaressing.

When did you know that you could have break the record?

 I went to a work party and all the guests had to do something unusual, I chose to talk fast, after I had done it someone told me there was a world record for it and I should research it I did it and found and tried to see if I was fast enough to break it, to my utter surprise on my very first attempt at home I broke it.

 I thought it was quite ironic that I had spent years learning to slow down and now I wanted to speed up again, however talking fast wasn’t enough, I could beat the record but what I couldn’t do was make sure that other people could understand the words, that was the hardest of all making the words legible, however after about 6 months I could do it, I contacted a TV show and the next week I went on TV live and not only broke the existing world but absolutely smashed it by adding over 50 more words per minute.

 It was all recorded and adjucated correctly, in the whole passage I spoke of over 600 words only 5 were discounted as illegible.

From then on, how is changed your life?

Since then I have broken my own record twice more with the last record being set in 1991 and until this day that record of 637 words per minute has not been broken.

 It hasn’t really changed my life very much as I have never made commercial use of it… the only thing It has done is allowed me to travel (for TV appearances) to other countries that I would never have gone to.

Do you think that someone of your sons, maybe has got your same talent to talk fast?

No-one else in my family has this talent.

Nowadays, would you update your GWR (637 words per minute), perhaps in Italy? Or maybe are you thinking about others types of GWR?

 

Sadly in 2014 I was diagnosed with Cancer (N.H.L.) and part of the treatment was to have radiotherapy on my neck during the course of this treatment some of my saliva glands were destroyed and I now have a permanent dry mouth because of this I can no longer reach the speeds I used to be able to, I can still go fast just not world record fast anymore

I’m very sorry… but you are and will be forever one of the greatest men in the world, a piece of history not only about Guinness World Record, but of humanity.

The last question: what is for you happiness?

The only happiness I have ever asked for is to have kids and watch them grow up healthy and happy this they have done so I have had my happiness.

 

“SII IMPECCABILE CON LA PAROLA” Inziativa #1 dal gruppo #BrightMinds


La parola… uno anzi forse l’unico vero mezzo di comunicazione più potente che l’uomo possa avere… Ci sono vari tipi di parola… Che sia scritta, che sia parlata, a volte anche solo pensata, riecheggia nella mente umana con la stessa valenza che avrebbe una volta pronunciata. E a volte la parola che non ce la fa ad uscire è ancora più tagliente di quella che per nascondersi dalla verità di ciò che pensiamo si dice. (La parola non detta). 1a

 

 

 

La parola che sfida le convenzioni sociali. Perché la parola se pronunciata con passione, perché legata ai valori o le aspirazioni nelle quali si crede, (che si tratti di argomenti futili o meno), detta però contro le convenzioni sociali ed i pregiudizi che la massa ha può renderci liberi, ma a caro prezzo.

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La parola che uccide. Esce così senza preavviso, figlia della cattiveria. E’ anche quella dettata a volte da un semplice meccanismo di difesa che si crea come conseguenza della rabbia provata, o del troppo bene che si prova e forse per questo è quella che fa più male.

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7A La parola della giustizia. Vi ricordano qualcosa: “I have a dream” (M. L. King), “Un vincitore è un sognatore che non si è arreso” (N. Mandela), “Devi essere tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” (M. Gandhi). Citazioni di semplici persone che hanno combattuto per la libertà dell’uomo, per un mondo migliore senza razzismo, senza violenza. Uomini che grazie alla parola, che esprime il concetto del loro essere hanno segnato la storia, cambiato il mondo in meglio, perché in fondo la parola esprime ciò che siamo e ci ricorda -che a dispetto di tutti coloro che le dicono a caso senza metterle sulla bilancia, senza conoscere il loro vero significato e la loro storia (Le parole inutili)-  5a la parola può essere davvero lo specchio della bontà umana.

 

FABRIZIO CORONA: il magnetismo del bad boy


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Fabrizio Corona il fotografo che  sta cercando di uscire dal tunnel della cocaina, come tutti sanno è stato condannato a 13 anni e 2 mesi di carcere per estorsione. All’apparenza una pena assurda, se confrontata con quella di rei con capi d’accusa pari a omicidio o naufragio colposo. Ma c’è da tener presente che la condanna di Corona è l’ammontare di varie malefatte precedenti, che sommate ci danno tale risultato. Ad oggi Fabrizio reduce da 3 anni e 2 mesi di carcere, dopo l’esperienza nel centro di don Mazzi è un detenuto in esecuzione di pena.

Ricatti, estorsioni, guida senza patente… eppure Fabrizio non è pentito di ciò che ha fatto. Così ha espressamente detto al Maurizio Costanzo Show, andato in onda domenica scorsa. In un “uno contro tutti”, come ha spiegato Costanzo, dove sono intervenuti diversi nomi noti oltre che la gente comune, tutti con lo stesso obbiettivo: capirci qualcosa sulla presenza di Corona. Egli ha riferito che non si pente, non è redento, ma vuole solo ricominciare da zero, forte del fatto di poter creare qualcosa di grandioso dal nulla.

Inutile ribadire gli uni con gli atri il divieto di cadere nella retorica, perché chiunque, dall’intervistatore all’intervistato ci è caduto, poiché è un terreno insidioso quello delle banalità e dei soliti concetti triti e ritriti, che spaccano la platea tra colpevolisti e innocentisti.

Ma la presenza al Maurizio Costanzo Show, non è solo il luogo in cui Fabrizio Corona pubblicizza il suo libro “Mea Culpa”, fa scappare a gambe levate il noto conduttore e studioso Cecchi Paone, ma anche il luogo in cui si cerca di accantonare il personaggio per far trasparire la persona, spogliata di tutte le maschere e i luoghi comuni che si aggirano attorno. Una persona che vuole essere solo un semplice padre, capace di rendere orgoglioso il proprio figlio. Una persona che lancia messaggi ai giovani e giovanissimi che lo seguono, ovvero che <<drogarsi è da stupidi, anche se fa figo, anche se vi fa divertire per un po’, non fatelo>>.

Fabrizio Corona, passato dal re dei paparazzi al re dei paparazzati, a causa della sua “vita spericolata”, come canta Vasco Rossi e come ha interpretato l’orchestra del talk show, per riassumere quella che fino ad ora è stata la vita del fotografo, continuerà ad essere l’emblema del cattivo ragazzo… mettendo forse in secondo piano il vero obbiettivo di Corona: reinventarsi.

Nonostante il suo ritorno in televisione susciti, simpatia, scalpore, o semplicemente un bel chi se ne frega, non ce n’è per nessuno: il magnetismo del bad boy, non potrà lasciare nessuno indifferente.

 

Con la collaborazione di …T…

SHINE UN’ “ESPLOSIONE DI STATI D’ANIMO”


Shine-PineAppleMan

Shine uscito nel gennaio 2016 è il primo disco della band PineAppleMan, capitanata dall’ ”uomo ananas” Marco Zordan, vicentino doc, cantante dalla voce profonda e ricca di sfumature, capace di variare dal suono dolce e quasi sussurrato, a quello più graffiato nei pezzi più strong. Nella canzone che da il titolo all’album, “Shine”, il modo in cui viene cantata questa singola parola, sembra quasi che riempia tutta la stanza, e l’ascoltatore si ritrova di colpo ancor di più nel mondo dei PineAppleMan. E poi musicisti davvero bravi, che regalano fantastici assoli di chitarra (“Rubies”) o brevi, ma intensi momenti di sola musica, come nella settima track “The way in the dark”: 48 idilliaci secondi di solo piano. Ecco come si suol dire “la potenza della musica” eh! Unico difetto: la brevità, ma d’altronde, qualsiasi aggiunta sarebbe stata inutile, perché The way in the dark  è già perfetta così.

Disco puramente Indie Rock anche se racchiude in sé  diverse influenze stilistiche, che variano dal folk-rock più soft, a quello con sfumature metal. Ascoltandolo si percepisce una specie di sofferenza di fondo quasi blues, ma che a tratti sembrerebbe sfociare nel dark/metal, senza trascurare mai la vena cantautorale profonda che riemerge dai testi non poco significativi. Testi che raccontano storie comuni, di amore, sofferenza, gioia, rabbia, insomma una vera e propria “esplosione di stati d’animo”, come viene spiegato nella breve intervista qui sotto…

 

Chi sono e come nascono i PineAppleMan?

I Pineappleman nascono dalle ceneri di Marco Zordan, cantautore dell’alto vicentino, che ad un certo punto decide di dare un senso maggiore al progetto implementando i componenti per formare una vera e propria band, abbandonando le sonorità acustiche e avvicinandosi ad un indie rock d’oltremanica.

PineAppleMan… nome curioso… cosa sta a significare?

Diciamo che non ha un significato intrinseco, agli inizi, durante la stesura dei primi pezzi sembrava un nome famigliare, che si potesse ricordare. E’ stato scelto solo ed esclusivamente perché “suonava bene”

Il vostro è un disco che definite passaggio dal buio dei rimpianti,della rabbia e delle aspirazioni mancate alla luce… Cos’è per voi la vera luce nella vita?

Una vera luce non esiste, esistono le esperienze della vita che ti permettono di scoprire nuove cose e soprattutto permettono di farti scoprire non solo i limiti degli altri, ma anche i tuoi, in una comunione d’intenti che si trasforma in luce solo dopo una sintonia importante e vissuta, questa è la luce e la sto seguendo, alla ricerca di un posto migliore, forse, dove stare.

Oggi quanto è difficile essere se stessi al 100% (discograficamente parlando) senza cedere a compromessi?

Dipende dal carattere principalmente di una persona.
I giovani di oggi tendono a sentirsi importanti dopo magari il primo concerto con gli amici, fatto esclusivamente di cover, quando invece la vera musica e quindi l’essere se stessi a livello musicale per come lo intendo io è ben altro; non cedere a compromessi è anche un percorso di maturità, che costa sacrificio e impegno e riceve il suo massimo esponente, il punto più alto, quando coesiste fra tutti i membri della band un’idea nel fare musica che porta a ricevere soddisfazione e appagamento solo nel semplice atto di suonare.

Se dico “Shine”, la prima cosa che vi viene in mente è…?

Esplosione di stati d’animo.

Quando potremo vedere i PineAppleMan live?

Ad oggi, più precisamente all’uscita del disco, la band non esiste più, è rimasto il sottoscritto che sta tentando di ricostruirla pian piano; è sempre molto difficile conciliare gli impegni di tutti, soprattutto se hai una vita abbastanza ricca di situazioni da affrontare.
Io ci sono e magari un giorno l’uomo ananas tornerà ad essere tanti.


LINK PineAppleMan!!!

https://pineappleman.bandcamp.com/

https://www.facebook.com/pineapplemanmusica/

 

 

FORMAZIONE BAND:

Marco Zordan: parole, voce, chitarra acustica ed elettrica, piano Marco Quaresimin: chitarra elettrica, cori Andrea Toldo: batteria Roberto Barumerli: basso, sintetizzatore Anna Cavedon: tastiere e cori Paolo Piovesan: cori addizionali e sintetizzatori

(La band ha all’attivo un EP (“PineAppleMan”), grazie al quale ha ricevuto diversi riconoscimenti come premio rivelazione 2013 al VicenzaNetMusic)

TRACKLIST

1 Eyes

2 Mirror

3 Light

4 Black Rabbit

5 Shine

6 Rubies

7 The way in the dark

8 We are pearls

9 Life goes on

10 Things to do

 

R.I.P. Prince


RIP PrinceUna di quelle notizie che non si vorrebbero mai annunciare… (Dopo la grave perdita del mondo musicale di😥 David Bowie..  ) Il 21 aprile 2016 il principe del pop di Minneapolis è morto…😥😥

Roger Nelson, conosciuto da tutti come  Prince (57 anni) si è spento nella sua casa di Minneapolis, in Minnesota. Il corpo è stato ritrovato in un ascensore degli studio di Chanhassen, dove il cantante registrava le sue canzoni. Non solo cantante, ma artista eclettico: polistrumentista, produttore discografico, regista e attore; insomma un’artista a tutto tondo, che ha saputo regalare al mondo un pezzo di storia della musica.

In un primo momento vicino alla sua morte aleggiava (e probabilmente aleggerà per sempre) la medesima nebulosa di mistero, che nasce ogni qualvolta muore un grande artista. Overdose di oppiacei? Vita al limite? Chi lo ha conosciuto sa della sua filosofia di vita  vegana, salutista e contraria a qualsiasi tipo di droga o ubriachezza. Dall’autopsia non risulta alcun segno di suicidio. No comment riguardo la presunta overdose. Ma si sa, per i qualche strano motivo per molti il mistero è condannato a restare per sempre…

Prince,

 genio della musica, grazie alla sua versatilità stilistica, che va dal pop al rock al funky/soul e non solo,

 al 27° posto tra i migliori 100 artisti secondo la nota rivista Rolling Stone

e pioniere della vendita on-line.

Artista che ha saputo regalare al mondo brani come Kiss e Purple Rain.

Ci piace pensarlo insieme ai grandi della musica con questa frase di Purple Rain:

“Se sapete di che cosa sto cantando quassù
Alzate le vostre mani”

 

 

THE FALLS – MIND THE GAP


 

TheFalls_06_b

Mind The Gap (Agoge Records) è il disco d’esordio della band romana The Falls, composta da Francesco Lattes (voce), Riccardo Alemanno (synth, chitarre), Aurora Di Rocco (batteria), Nello Castellano (basso) e Simone Fedi (chitarre).

10 tracks, che spaziano dal brit pop all’indie di fine 2000, alla new wawe, con qualche sfumatura swing. Stili differenti che seguono il medesimo filo conduttore, ovvero lo “UK style”. Primo singolo estratto in rotazione radiofonica: “Superman”.

Un album allegro e spensierato, che si ascolta tutto d’un fiato.

La forza di Mind The Gap è proprio il ripercorrere (per celebrare), ben quattro decenni di musica d’oltre Manica, attualizzando le sonorità attraverso elementi elettronici, e abbracciando la filosofia dell’ “easy-listening”, come la definisce la band. Ma attenti! Non è affatto easy la fusione di cotanti stili. E’ importante fare un meticoloso lavoro su ogni piccola sfumatura e dettaglio, per ottenere come risultato un album ricco di sonorità innovative (come “Just To Make It”), di pezzi che danno anche ampio spazio alla musica, come ad esempio l’assolo di chitarra in “Run Away”, a intensi pezzi come “Alive” e cambi di registro che passano dal rock più duro allo swing retrò, per poi ritornare alle origini rock (“Running Out With Time”).

Cover_MindTheGap

Intervista

Potrei chiedervi a cosa si deve il vostro nome “The Falls”? Come mai tale scelta?

Le canzoni sono state scritte da Riccardo e Francesco nell’autunno dell’anno scorso e sempre in autunno la band annunciava l’uscita del disco. Così il nome del gruppo – “The Falls” – è nato probabilmente per il potere evocativo della parola: l’autunno, ma anche per richiamare altre immagini naturali tipiche di un paesaggio lontano dagli scenari urbani che condividevamo: una sorta di “salto” mentale verso una dimensione armonica e spensierata.

Secondo voi ci sarà (o forse c’è già) un ritorno alle sonorità britanniche, nel panorama musicale italiano e non…?

C’è già una internazionalizzazione della musica e un progressivo abbandono delle musiche dal suono “tradizionale”, probabilmente grazie ai nuovi sistemi di distribuzione digitale e di condivisione dei gusti musicali che avvicinano le distanze e che anche noi prediligiamo per far conoscere la nostra musica.

A quali gruppi o cantanti vi ispirate?

Tutti noi amiamo profondamente la musica che, raccogliendo le eredità del beat e della new wave si è poi materializzata nel britpop e nell’indie rock: principalmente perché sono generi che hanno saputo coniugare melodie cantabili, ritmiche ballabili e ricerca sonora, dando vita a brani che sono rimasti impressi nelle menti e che tuttora ci fanno ballare e cantare, e da decenni. Le influenze sono, così, moltissime ma restringendo la cerchia ai modelli che hanno effettivamente influenzato i The Falls, almeno per quanto riguarda l’album “Mind The Gap”, dovremmo certamente citare i Beatles, Freddie Mercury ed i Queen, Joy Division, The Cure, David Bowie, The Smiths, Blur, Franz Ferdinand, Kasabian.

3 parole per descrivere l’essenza di Mind The Gap?

Non è facile individuare le caratteristiche di un lavoro che è nato spontaneamente. Ad ogni modo, a mano a mano che l’album prendeva forma ci rendevamo conto che il lavoro acquisiva sempre più le caratteristiche dell’immediatezza, della cantabilità e della leggerezza che vive all’interno di ognuno di noi e che non aspetta altro che spunti per esprimersi.

 

 

“Superman” –  1° singolo estratto

-La storia dell’uomo perfetto che vive in funzione della felicità della propria donna, pronto ad accettare qualsiasi compromesso, sacrificando se stesso, finché un giorno decide di mollare tutto per un po’ e prendersi una vacanza-

 

 

LINKS THE FALLS🙂 ! TheFalls_02_b

Sito Ufficiale=> wearethefalls.eu

Pagina FB ufficiale=> facebook.com/thefallsitaly

TRACKLIST MIND THE GAP

1.Superman
2.  Homesick
3.  It’s Up To You
4.  Let The Music Be Your Saviour
5.  Run Away
6.  Beware Of The Empty
7.  Just To Make It Clear
8.  Alive
9.  The Call
10. Running Out With Time

 

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