La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo. – Jimi Hendrix –

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PER ESSERE DIAMA DEVI PASSARNE TANTE, PULISCITI DAL FANGO RITORNA UN DIAMANTE


DIAMA – CARILLON

DIAMA - CARILLON

DIAMA – CARILLON

Per la serie “New Generation of rap italiano” oggi vi parlo di un giovane rapper emergente… DIAMA
16 anni di origini calabresi, ma vive da sempre in provincia di Novara. Sin da bambino il rap ha fatto parte di lui. Da circa tre anni Diama scrive in cameretta rime su rime, inizialmente per gioco, poi col passare del tempo diventa una vera e propria passione, tramutandosi così in musica. -E che musica ragazzi!- 🎶🤙
Si tratta di “Carillon” fuori dal 1 aprile – registrata, mixata e masterizzata presso lo studio Eclypso. – Produzione e beat di Matteo Poli. II brano è disponibile su SoundCloud.
Il beat originale ha la particolarità di attirare l’ascoltatore nel mondo di Diama attraverso il dolce suono di un Carillon dalle sfumature alquanto dark, che rende il beat davvero cool😎!
Passiamo al testo… il ragazzo non le manda proprio a dire gente! Si racconta attraverso un flow ben definito e abbastanza riconoscibile. Bel messaggio la metafora del Carillon che risuona continuamente in testa rammentando di “non pensare alla gente […] ricorda la vita ha un limite per questo ogni secondo devi vivere”.
Il video filmato ed editato da FIOFIO, ha uno stile prettamente street, seppur semplice è comunque d’effetto!
In conclusione che dire… ? Diama è un rapper validissimo! Che ha stoffa il ragazzo lo si capisce a primo ascolto. E se ancora non l’avete sentito… Avanti gente che aspettate? Tuffatevi subito nella rete e lasciatevi trasportare dallo “sweet-dark” sound di Diama con la sua Carillon!!

Ecco a voi il video di DIAMA – CARILLON 

CREDITI E LINK PER SEGUIRE DIAMA SUI SOCIAL
DIAMA seguilo su
Instagram : @diamaisthename
Facebook: Giuseppe Capogreco
SoundCloud: Diama
Carillon è stata registrata, mixata e masterizzata presso lo studio Eclypso.
Instagram Eclypso: @iameclypso
Produzione e beat di Matteo Poli
Instagram Matteo Poli: @matteoo_poli
Video editato da FIOFIO
Instagram FIOFIO: @fiofio_99

Non solo CARILLON
Diama ha inoltre all’attivo la canzone “2.0.1.8.” Ecco il video!!

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The Jack Lantern


La vera storia di The Jack Lantern Secondo Valeria --- Dagli archivi della rubrica Noi Magazine della Gazzetta del Sud

The Jack Lantern

Nella notte dei tempi fra mistero e paura, fra mostri scatenati la cui attitudine è nutrirsi delle paure altrui, streghe fra mestolo e magia si preparano a lanciare sortilegi, vampiri intenti a rapir donzelle per poi estirparne il sangue facendovi nuovi seguaci, mummie pronte ad uscire dai loro sarcofagi per poi incutere terrore e lanciare maledizioni sulle genti. The Jack Lantern è ormai pronto a giungere sulla Terra con tutti i suoi seguaci. Le anime, nella loro oscura moltitudine, spiriti malvagi, perseguitati da demoni che ne perforano le loro membra giacenti in un letto di pianto e disperazione, sono ormai lesti a consumare la loro vendetta.
Ma, ancor di più ne è preparato l’Eterno Re di codesta armata che ottocento anni or sono, nel 1207 quando Ottobre era (octo) l’ottavo mese del calendario degli antichi romani. Proprio in quell’anno, alla vigilia del raccolto; nella strada che conduceva alla sua dimora, Jack, invece di scendere a valle, attraversò il cimitero della città per arrivare, il più presto possibile. Già quei tempi si mormorava che allo scoccar della mezzanotte gli spiriti dei dei morti ritornassero sulla Terra facendo dimora nelle case dei vivi, ma egli essendo molto in ritardo, pur non credendo a ciò, prese quella strada per far contenta la madre.
E proprio alla mezzanotte zombie, streghe, vampiri, mummie, lupi mannari e mostri di altro genere si risvegliarono e lo attaccarono. La superstizione si era rivelata la verità, le dicerie del vecchio del villaggio non erano più assurde leggende, doveva fare qualcosa e alla svelta! Ma nella sua saccoccia aveva soltanto: una zucca, una lanterna, un cerino e un taglierino. Allora intagliò la piccola zucca facendovi occhi, bocca e naso ed accesa la lanterna ve la infilò.
A quel punto tutte quelle creature malefiche fuggirono, eccetto la Regina delle streghe che prima di spirare trasformò il capo di Jack nella zucca che aveva costruito maledicendo la sua vita e dandogli l’attitudine di divenire un mostro se, all’ottavo anno dalla sua maledizione, lui fosse pieno di odio per le persone che lo disprezzavano a causa del suo aspetto. E così fu; a partire dalla madre ormai anziana, abbindolata dal vecchio del villaggio e a lui si unì tutta la popolazione. Così The Jack Lantern cominciò a a fare l’eremita e la mezzanotte della vigilia del raccolto (1215); Halloween si unì ai mostri del cimitero divenendone il capo. Ed ogni Halloween, stai attento perché Jack Lantern è sempre lesto a consumare la sua vendetta.

16 ottobre 1943 – Scendono le tenebre su Roma


16 ottobre 1943 Roma

16 ottobre 1943 il Sabato Nero. Scendono le tenebre su Roma e la storia dell’umanità viene segnata per sempre dagli orrori della Shoah. Dei 1023 deportati ad Auschwitz, solo 16 persone sopravvissero al 16 ottobre.

 

—Per non dimenticare ecco un contributo della Regione Lazio che da sempre si impegna a mantenere viva la memoria della Seconda Guerra Mondiale, perché è un dovere nei confronti delle nuove generazioni e poi non se ne parla mai abbastanza—

“16 ottobre 1943 – il rastrellamento del ghetto di Roma. Nel video prodotto dalla regione Lazio il racconto dei testimoni, i bambini di allora”.

16 ottobre 1943 Roma è invasa dai tedeschi e sono ovunque con le loro camionette, pronti a fare il rastrellamento. Le donne romane hanno capito cosa sta accadendo e corrono ad avvisare i loro mariti di non rientrare o di passare da un’altra strada per sfuggire ai loro aguzzini, mentre ordinano ai loro figli di chiudersi in casa e non uscire o in alcuni casi di scappare lontano, lontanissimo senza mai guardarsi indietro, presto i loro genitori li sarebbero venuti a riprendere…
Ma come ben sappiamo sono pochissimi ad essere sfuggiti e sopravvissuti a quell’orrore: dei 1023 deportati ad Auschwitz, solo 16 persone sopravvissero al 16 ottobre 1943.

Rastrellamento dei tedeschi a Roma il 16 ottobre 1943

Rastrellamento dei tedeschi a Roma il 16 ottobre 1943

PALERMO CHIAMA ITALIA E L’ITALIA RISPONDE “NO ALLA MAFIA!” -QUELLA GRANDE “MONTAGNA DI MERDA”-


Palermo Chiama Italia è la più grande manifestazione nazionale contro la mafia che ricorre il 23 maggio di ogni anno, data simbolo in in cui si commemorano le vittime delle stragi di Capaci (23 maggio 1992 17:58) e Via D’Amelio (19 luglio 1992 16:58), in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo,  Paolo Borsellino e gli uomini e donne della loro scorta.

19 luglio 1992 16:58, perdono la vita nella strage di Via D’Amelio Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonio Vullo

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23 maggio 1992 17:58, perdono la vita a Capaci Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro


23 maggio – 19 luglio un tempo cosí breve da unire per sempre le due stragi in un’ unica grande tragedia che ha sconvolto per sempre l’Italia.

LA MANIFESTAZIONE

A Palermo Chiama Italia ogni anno anno si riuniscono  giovani da tutte le scuole d’Italia per gridare all’unisono: “No alla mafia! ” , fatemi aggiungere quella grande “montagna di merda” – per citare Peppino Impastato -.

Si parte dal porto di Palermo ove attracca la “Nave della legalità”, dopo l’ascesa di oltre 1000 studenti, l’intervento di Maria Falcone, presidente della Fonzazione Falcone.

NAVE DELLA LEGALITA'

Poi via ai pullman: direzione Piazza Magione, “la piazza dei giovani”. Qui ci sono un palco e tanta musica. E’ il luogo dell’accensione della fiaccola per l’apertura delle finali nazionali di atletica leggera.

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Fra i vari stand dei corpi di difesa dello Stato (Carabinieri, Polizia ecc.), incontro Ivana Brusca,  20 Anni,  fa parte dell’esercito italiano da novembre.

IVANA BRUSCA

 

Quello che l’ha spinta ad arruolarsi è stato il desiderio di poter aiutare le persone, soprattutto in condizioni estreme, come nei disastri naturali. La determinazione di Ivana è grande. Ora si impegna a diventare carabiniere, seguendo le orme del fidanzato e sogna un giorno di presiedere alla sfilata della Festa della Repubblica  a Roma, cui partecipano solo i migliori. -Te lo auguro con tutto il cuore!-

L’ALBERO FALCONE

La parte centrale della manifestazione ove confluiscono i 2 cortei (uno da Via D’Amelio , l’altro dal carcere dell’Ucciardone).

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La gente urla: “Giù il lenzuolo! ” – quel lenzuolo bianco simbolo di protesta che i palermitani stendono ora come allora dai balconi per ribellarsi a Cosa Nostra.

Sul palco dell’ albero Falcone sono intervenuti il sindaco di Palermo, Pietro Grasso, Franco Gabrielli, Maria Falcone. Presenti le famiglie dei caduti e dei sopravvissuti.

Fra gli ospiti Teresa Mannino, che ha commosso tutti con il suo racconto.

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e poi l’esibizione di Giovanni Caccamo prima al piano poi a cappella.

IL MOMENTO DEL SILENZIO 17:58 E I NOMI DEI CADUTI

Probabilmente il momento più significativo della giornata. Ogni nome pronunciato un colpo al cuore di quelli che tolgono il respiro e  fanno riflettere sul passato sanguinoso e oscuro della nostra Italia segnata profondamente dalla mafia. Ma quei nomi rappresentano anche la speranza, i valori del coraggio della giustizia e dell’ onestà che ci danno la forza per combattere l’omertà, la paura e i soprusi della mafia, che spesso sembrano celarsi dietro alcune istituzioni, il lato oscuro dello Stato. Nonostante tutto sono stati fatti passi avanti nello sdradicamento del fenomeno mafioso, ma c’è ancora molto da fare.

TEATRO MASSIMO

Dopo la messa delle 19:00 in suffragio alle vittime, la giornata si conclude con il concerto al Teatro Massimo di Palermo con la banda della Polizia di Stato diretta da Maurizio Billi.  Presente anche Gaetano Curri degli Stadio.

TEATRO MASSIMOTEATRO MASSIMO CONCERTO

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All’interno del Teatro Massimo si sono alternati momenti di allegria a bruschi tuffi nel passato attraverso i frammenti di alcune registrazioni originali della Questura di Palermo, datati 23 maggio 1992. A parlare era Antonio Montinaro, capo della scorta di Giovanni Falcone. A 26 anni dalla strage invece la voce è quella di Tina Montinaro, vedova dell’agente. “L’esplosione di Capaci continua su di me e sui miei figli”, risponde. Alla domanda: “Se Antonio fosse qui cosa direbbe ai giovani? ” risponde invece: “Si devono fidare dello Stato questi giovani, perchè lo Stato c’é”. La signora Tina lancia anche questo appello: “Le istituzioni devono fare il loro dovere, solo cosí i giovani si possono fidare”

 

 

 

 

 

CREDITI: diario di viaggio/reportage di Valeria Morabito, Spumeggiante Magazine -il blog libero e indipendente-

Foto di Valeria Morabito ed Eleonora Strangio.

 

RINGRAZIAMENTI

ELE E VALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA


Per ricordare che le donne non sono nulla in meno né nulla in più rispetto agli uomini, sono semplicemente uguali.  Per augurare che un giorno questa utopia diventi realtà.                                                                    Ma affinché diventi tale c’è bisogno che buona parte del mondo si faccia un esame di coscienza e abbatta i muri dell’ignoranza, del pregiudizio, dell’indifferenza e soprattutto dell'immobilità e inizi a muoversi ORA!

Per ricordare che le donne non sono nulla in meno né nulla in più rispetto agli uomini, sono semplicemente uguali. Per augurare che un giorno questa utopia diventi realtà. Ma affinché diventi tale c’è bisogno che buona parte del mondo si faccia un esame di coscienza e abbatta i muri dell’ignoranza, del pregiudizio, dell’indifferenza e soprattutto dell’immobilità e inizi a muoversi ORA!

LA MALERBA NON MUORE MAI! E MENO MALE!!! – Intervista alla band bolognese in occasione del nuovo disco “DerivAcustica”


I MALERBA

I MALERBA

“DerivAcustica” è il secondo disco dei Malerba gruppo indie rock bolognese che agli esordi era un duo, formato dal cantante Valeriano ed il chitarrista Eros, mentre adesso è un fantastico quartetto con l’entrata di Jamir (basso) e Gianluca (percussioni, batteria e backing vocals). Il disco sarà disponibile per download gratuito su Google Play Store mentre su iTunes sarà disponibile al prezzo di vendita minimo permesso dal negozio.

Come ogni band indie che si rispetti l’album (out dal 9\12\2017) è stato interamente autoprodotto, solo il mastering è stato affidato al Creative Mastering di Forlì. Esso contiene 4 pezzi contenuti in “La Deriva dei sogni” (2015) disco d’esordio della band più un inedito “I tempi in cui eravamo liberi”. Tutti e 5 i brani sono rigorosamente in versione acustica, in questo modo l’ascoltatore riesce a carpire molte sfumature in più nei brani rispetto alla versione del primo disco. DerivAcustica è un disco che FA RIFLETTERE E SCUOTE LE COSCIENZE attraverso temi sociali ed attualissimi. Di tutte e cinque le tracce “Francine” è probabilmente la chiave di volta di ”DerivAcustica”, nonché del precedente ”La deriva dei sogni”, poiché diventa la personificazione stessa della deriva in cui si ritrovano tutte le vittime di inaudite violenze che ancora oggi non trovano pace per l’assenza della verità. Nello specifico la canzone è ispirata al caso di Emanuela Orlandi, ma ovviamente non si riferisce solo a lei. Ma questo e molte altre curiosità ce le spiegano meglio i Malerba attraverso il loro portavoce Valeriano Bruni nella bellissima intervista fatta a questa grande band portatrice di buona musica nostrana.

INTERVISTA AI MALERBA

1.Chi sono i MALERBA? E soprattutto perchè avete deciso di chiamarvi così?

Pur essendo partiti in due ci siamo sempre considerati una band. Forse perchè l’idea di musica che volevamo fare doveva avere un respiro ampio, non solo musicale ma proprio di concetto, da tanti anni infatti entrambi abbiamo condiviso esperienze musicali in gruppi e questo ci ha lasciato dentro, probabilmente, una visione ed una esperienza di insieme tipica del concetto di “Band” e nemmeno troppo minimalista.
Dopo il primo album, poi, è diventata ancora più urgente la necessità di esprimere le canzoni che avevamo scritto nel contesto vero in cui le avevamo pensate ed è diventata ancora più grande la voglia di proseguire in questa strada costituendo una band effettiva.
I buoni amici sono rari, i buoni musicisti ancora di più ma fortunatamente io ed Eros avevamo entrambi a portata di mano qualcuno che si era dimostrato in entrambe di queste qualità e, di conseguenza, l’ingresso di Jamir e Giangio ha rappresentato un piacere ed una fortuna.
Malerba suonava bene, Malerba rappresentava un concetto che era affine a ciò che volevamo raccontare con le nostre canzoni e se vogliamo scomodare il grande De Andrè è un concetto affine al suo “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. E in questo caso ci consideriamo parte di quelle “erbacce” che non hanno il privilegio di essere fiori né diamanti ma cercano di vivere la vita come possono cercando di strappare un po’ di poesia ad ogni giorno che passa.

2 Quali sono le vostre influenze musicali?

Un punto di riferimento certo per la scrittura dei testi è sicuramente il grande cantautorato italiano soprattutto nella figura di Fabrizio De Andrè.
Per quanto riguarda la musica diciamo che le influenze sono varie ed anche disparate, ma tutto composto nel senso di trarre ispirazione per fare musica e non di certo per assoggettarsi ad un genere.
Potremmo comunque citare artisti e gruppi di grande spessore ma la lista sarebbe molto lunga, infatti dove c’è e c’è stata buona e grande musica, diciamo, abbiamo sempre succhiato latte come se fosse un bel seno. Il grande rock inglese e americano, il blues e tanto cantautorato e new wave di casa nostra e non solo. Forse una menzione speciale merita il prog che Eros ha masticato bene ed ha saputo calibrare le sue influenze nella nostra musica rendendo più originale il nostro stile, a piccole dosi ma dove serve.

3 Come è nata l’emozionante canzone “Tra le pagine”? E’ dedicata a qualcuno in particolare?

Elio Fabbri mio zio. Non è un personaggio famoso ma è uno di quegli uomini che ha lavorato intensamente tutta la vita senza fermarsi un attimo. Aveva uno stabilimento balneare a Milano Marittima, d’estate faceva la stagione e d’inverno il muratore. Tre figli tra i quali Alberto, il più piccolo, che ha dovuto salutarlo appena diciottenne perchè un male incurabile si portò via Elio troppo velocemente e dolorosamente.
Gli occhi di Alberto in quei momenti raccontarono a me (Valeriano) un dolore di una perdita che non era considerata ma nemmeno percepita pienamente sul momento. Ma ci fu ben altro, quegli occhi dicevano che tutto ciò che suo padre gli aveva insegnato e passato come un testimone sarebbe svanito nel tempo man mano che si allontanava il momento terribile di quella morte.
Pur sapendo che l’unico modo per conservare il ricordo di suo padre era proseguire da dove lui si era fermato, nel lavoro e nella dedizione ad esso, Alberto aveva paura che la voce e l’immagine di suo padre sarebbero svaniti nel tempo senza ancora aver capito pienamente che cosa era successo.
Il dolore di una perdita non è raccontabile, forse solo la paura e la strada da percorrere dopo con coraggio lo è, in qualche modo.
Da questo prende spunto la canzone.

4 Riguardo l’argomento della canzone “Francine”, (che rappresenta tutte le povere vittime di femminicidio), cosa pensate stia accadendo alla nostra Italia? Cosa spinge a tali gesti d follia e cosa potremmo fare per cambiare veramente le cose?
Francine è ispirata al caso specifico di Emanuela Orlandi ma si è voluto chiamarla con questo nome appunto perchè non si riferisse solo a lei.
In realtà la canzone non parla solo del terribile dramma del femminicidio ma si estende anche alla coscienza morale della società che ruota intorno a questi casi che invece di indignarsi e cercare la verità ad ogni costo si lascia intontire dal fatto relegandolo alla semplice dimensione di “scandalo” che fa muovere più la curiosità e il senso del mistero più che muoversi effettivamente contro quelle forme di potere che permettono queste cose o le insabbiano per motivi politici.
Francine può essere figlia, nell’intenzione, di “Una storia sbagliata” di De Andè. Anche li la morte di Pasolini viene raccontata dal punto di vista di una società attenta più al gossip che alla ricerca della verità.
Francine è la personificazione della DERIVA DEI SOGNI, una ragazza alla quale è stato strappato tutto, anima e vita per qualcosa che, ancora oggi, possiamo solo intuire o ipotizzare.
Nessun potere vale la vita di qualcuno.
Le canzoni però non possono cambiare il mondo anche se, credo, possono essere utili a riflettere.

5 Quanto è autobiografico l’inedito I TEMPI IN CUI ERAVAMO LIBERI?

Potremmo definire questa canzone una specie di autobiografia di una generazione.
Viviamo in tempi di grandi dispersioni nonostante non siamo mai stati così informati di tutto grazie alla multimedialità istantanea e i social network che, ormai, fanno parte ogni secondo della propria vita. Eppure oggi c’è la percezione che sia più facile perdersi che un tempo, forse perchè credere di sapere tutto nell’immediato ma senza approfondire ci crea la paura di sapere tutto definitivamente, chissà, ma di certo la nostra generazione mostra troppa disillusione, apatia, scarso entusiasmo su cose che quando si era ragazzi regalavano profonde emozioni.
O almeno è quello che si percepisce talvolta. Forse i tempi in cui eravamo liberi rappresentano tutti i desideri che abbiamo contribuito a non realizzare sedendoci nell’abitudine…
…forse, ma di certo gli occhi di una donna che non si arrende all’abitudine e continua a spingerci a sperare sono una salvezza che dovremmo imparare a vedere più spesso.
Perchè una donna non si arrende mai come può fare un uomo.

6 A chi dedicate il vostro progetto DerivAcustica?

Dedichiamo questo lavoro a chi ha ancora voglia di cercare e non fermarsi.
A noi stessi per l’impegno che ci ha coinvolti nel farlo e per essere riusciti a farlo in tempi in cui produrre musica è difficilissimo se sei indipendente.
A tutti quelli che ci sostengono ed apprezzano ciò che facciamo che, ogni giorno, piano piano, sono sempre di più.
E a chi amiamo per la pazienza e il sostegno che ci hanno dimostrato perchè sia possibile realizzarlo.

7 Quando potremo vedervi live?

Annunceremo date e nuovi progetti sempre sui nostri profili Facebook e Istagram MALERBA THE BAND.
Molto presto cominceremo a riportare in giro la nostra musica.

 

I Malerba:

Valeriano Bruni (voce e chitarra acustica) ErosGandolfi (chitarra acustica ed elettrica)J JamirGandolfi (basso acustico ed elettrico)    GianlucaVitali (batteria, percussioni e backing vocals)

Tracklist DerivAcustica: 
1- L’orizzonte degli eventi
2- Francine
3- Ignoro che tolleri odio che giudichi
4- Tra le pagine
5- I tempi in cui eravamo liberi (inedito)
Contatti: Facebook e Instagram: Malerba – The Band

 

CHI È SPUMEGGIANTE MAGAZINE??? – Scopritelo attraverso il progetto ”Interviste agli attivissimi” di #BrightMinds


PROGETTO"INTERVISTE AGLI ATTIVISSIMI DEL GRUPPO FACEBOOK #BRIGHT MINDS -BLOGGER AND BLOG

PROGETTO”INTERVISTE AGLI ATTIVISSIMI” DEL GRUPPO FACEBOOK #BRIGHT MINDS -BLOGGER AND BLOG (a fine articolo troverete gli articoli selezionati con i link corrispondenti)

Ciao a tutti cari lettori e care lettrici,

sono l’ideatrice di questo piccolo spazio on-line che è Spumeggiante Magazine-il blog libero e indipendente- e sono felice di condividere con tutti voi una bella iniziativa nata dall’instancabile e geniale mente di Mary Perez, creatrice del sito amico BlogghIDEE http://www.blogghidee.com/ (naturalmente vi invito a farci un salto, perché è davvero ricco di idee e consigli su blog neonati e non… 😉😊!!!). Ma Mary è anche la fautrice del gruppo Facebook “Bright Minds – Blogger and Blog”, del quale faccio parte da qualche annetto oramai… È una vera e propria piazza virtuale dove è possibile incontrare molti amici blogger con i quali confrontarsi imparare molte cose interessanti e perché no anche collaborare!!! Ma la cosa più importante -che attenzione! Sembra scontata, ma non lo è affatto- è che c’è un vero spirito di coesione tale da riuscire a sostenerci a vicenda, che va oltre il semplice like o la condivisione di un post. 😊😊😊 Insomma un gruppo di blogger con grande spirito di partecipazione e affiatamento!!!
E a proposito di condivisione è con piacere che vorrei condividere appunto l’iniziativa “Interviste agli attivissimi” che sarà nella top Community per tre giorni. Attraverso le risposte vi è un piccolo spaccato di ciò che è la persona che sta dietro Spumeggiante Magazine… ovvero me Valeria. Un modo per avvicinarsi di più a voi carissimi lettori e amici blogger!!! 😊😊
INOLTRE… fatemelo fare: UN IMMENSO GRAZIE PER IL VOSTRO AFFETTO AMICI DI Bright Minds – Blogger and Blog” e non solo!!! 😊😊😊😉😎

PS: consiglio a tutti voi che mi seguite su WordPress, su Instagram, su Facebook -se avete un blog e vi piace mettervi in gioco e conoscere nuovi orizzonti del blogging fatevi un giro su:
Bright Minds – Blogger and Blog 😉😉 https://m.facebook.com/groups/1515031485464827?view=info&refid=18
Ed i bellissimi siti di Mary
BlogghIDEE http://www.blogghidee.com/ e ILLUSTRAIDEE http://illustraidee.blogspot.it/
nonché il sito con cui collabora MotoPier Store https://www.motopier.it/ecomm/

 

Articoli in evidenza….
Intervista a Vanessa Morabito, la calabrese che ha battuto il record di Paolo Bonolis “Da Bovalino, Vanessa, una ragazza da Guinness World Record” (sezione Articoli e Collaborazioni Giornalistiche) 😎😎😎
https://reganjayoung.wordpress.com/2016/02/14/da-bovalino-vanessa-una-ragazza-da-guinness-world-records/

 

 

Musica: “Rovazzi!!! Ma che ca@@zo fai?! 😆🤣🤣

https://reganjayoung.wordpress.com/2016/09/30/rovazzi-ma-che-czo-fai/

SONG OF THE WEEK: Palle di Natale (Smile! It’s Christmas Day!) – “Il Progetto Giovani” della pediatra oncologica Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei tumori di Milano 🤗🎅😍

 

https://reganjayoung.wordpress.com/2017/12/16/song-of-the-week-palle-di-natale-smile-its-christmas-day-il-progetto-giovani-della-pediatria-oncologica-fondazione-irccs-istituto-nazionale-dei-tumori-di-mila/?wref=tp

 

Intervista esoterica: “Siamo circondati da entità che non vediamo, ma con questo non vuol dire che non esistano”. MAGO DENIS: l’uomo che ha portato al successo i Circhi dell’Orrore si racconta a Spumeggiante Magazine 🦇🖤💀

https://reganjayoung.wordpress.com/2017/10/10/siamo-circondati-da-entita-che-non-vediamo-ma-con-questo-non-vuol-dire-che-non-esistano-mago-denis-luomo-che-ha-portato-al-successo-i-circhi-dellorrore-si-racco/

 

MAMMA E PAPÀ COSTRINGEVANO LA FIGLIA DI 9 ANNI A PROSTITUISRI – “Io non volevo” racconta la piccola


MAMMA E PAPÀ COSTRINGEVANO LA FIGLIA DI 9 ANNI A PROSTITUISRI - “Io non volevo” racconta la piccola

Trappeto un paese del palermitano. La scioccante storia di una bambina di 9 anni costretta dai genitori a prostituirsi. “Io non volevo”, ha raccontato ai carabinieri la piccola, ascoltata anche da esperti di psicologia infantile. Dalle indagini è emerso che la madre organizzava gli incontri a pagamento ai quali alle volte partecipava anche lei in aperta campagna o addirittura in casa propria. Il padre avrebbe saputo solo in un secondo momento di ciò che accadeva alla figlia, ma nonostante ciò era d’accordo con la madre e incitava entrambe a continuare.

Grazie ad un testimone che ha raccontato di aver visto in aperta campagna la bimba avere rapporti con un anziano per ben 2 volte con il padre presente, sono scattate le indagini che hanno portato agli arresti domiciliari sia i genitori della vittima (il padre 58enne e la madre 42) che i due anziani clienti di 63 e 79 anni. Forse i soli arresti domiciliari appaiono troppo leggeri in comparazione ai crimini commessi dai 4 indagati nei confronti della bambina e in special modo dai genitori. Ma la bimba  consapevolmente -per quanto si possa essere consapevole a quell’eta- spiega: “non sono arrabbiata con mia madre perché lei non mi ha fatto niente di male”.
Nonostante il degrado della mente umana -che va oltre ogni immaginazione possibile, sicuramente aggravato da condizioni psichiche anormali (perché è ovvio che per natura un genitore protegge i suoi figli, non li butta in pasto agli orchi) – i bambini ci dimostrano ancora una volta di essere privi di cattiveria e rancore. Questa bimba che non prova rabbia verso la madre che la costringe a prostituirsi è di grande esempio, ma allo stesso inquietante, poiché è un pensiero frutto della fragile e plagiata mente di un innocente.
La bambina è stata immediatamente allontana dai genitori e affidata ad una casa famiglia.

IL RACCONTO SHOCK DELLA PICCOLA

“Vivo con mamma e papà. Sono figlia unica. Mio padre fa l’agricoltore. Il primo agosto l’ho accompagnato a raccogliere i pomodori nel campo. Lui si era messo d’accordo con un amico di famiglia che ci aspettava all’interno della sua macchina. Ha aiutato papà a prendere i pomodori, poi si è steso in macchina”.
“Quel giorno io ero in macchina con lui, poi siamo scesi e mentre mio padre era nel campo mi ha abbassato i pantaloni e gli slip…non era la prima volta. Era successo più volte e ogni volta mi offriva soldi. Spesso è successo anche con mamma”, racconta ai carabinieri la vittima che il gip ha ritenuto pienamente credibile.
“Io non volevo avere rapporti con lui, – prosegue – ma lui insisteva: poi quando andava via ci dava dei soldi, li dava a me perché diceva che mi voleva bene. Mi dava cinque euro se gli davo un bacio, 25 se facevo qualcosa in più”. Questo è successo prima che facessi dieci anni”.
La piccola vittima racconta con molti particolari anche gli incontri col secondo cliente. “Anche con lui ho avuto rapporti. Più volte lui li aveva con mia madre, ma anche con me”, dice ai carabinieri. “Lasciava i soldi a me, mi dava 30 euro. A casa c’era anche mio padre che dormiva perché era stanco”.
“Se penso a queste cose sento tristezza. Glielo dicevo a mia madre che non mi piacevano quelle cose. Non lo so però come è che mi ritrovavo a farle, ma non sono arrabbiata con mia madre perché lei non mi ha fatto niente di male”.

E IL LEONE D’ORO VA AD ERMAL META E FABRIZIO MORO VINCITORI DEL FESTIVAL DI SANREMO 2018


Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono il Leone d’oro, il più importante e  prestigioso premio della canzone italiana con il loro brano “Non mi avete fatto niente”, testo scritto dai due cantautori con la  collaborazione di Andea Febo.Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono il Leone d’oro, il più importante e  prestigioso premio della canzone italiana con il loro brano “Non mi avete fatto niente”, testo scritto dai due cantautori con la  collaborazione di Andea Febo. Stasera la giuria di qualità e il pubblico hanno premiato la canzone più profonda, attuale e  toccante di questa edizione.

Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono il Leone d’oro, il più importante e prestigioso premio della canzone italiana con il loro brano “Non mi avete fatto niente”, testo scritto dai due cantautori con la collaborazione di Andea Febo. Stasera la giuria di qualità e il pubblico hanno premiato la canzone più profonda, attuale e toccante di questa edizione.

 

E IL LEONE D’ORO VA AD ERMAL META E FABRIZIO MORO VINCITORI DEL FESTIVAL DI SANREMO 2018
Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono il Leone d’oro, il più importante e prestigioso premio della canzone italiana con il loro brano “Non mi avete fatto niente”, testo scritto dai due cantautori con la collaborazione di Andea Febo.
Stasera la giuria di qualità e il pubblico hanno premiato la canzone più profonda, attuale e toccante di questa edizione. Canzone che racconta le ferite del nostro mondo a causa della violenza, del terrorismo e tutta questa malvagità spesso porta ad essere terrorizzati, psicologicamente demoralizzati e dunque indeboloiti. Ma il loro messaggio è reagire, perché nonostante tutto la vita va avanti e si deve andare avanti!
Ma la canzone è anche molto autobiografica, Moro stesso al dopo festival spiega: “quando ho scritto questa canzone mi è passata tutta la vita davanti e non mi avete fatto niente nel senso nonostante gli ostacoli che ci sono stati nella mia vita” Metà spiega: “Io avrei cantato: non mi hai fatto niente bastardo! “,chiaro riferimento al padre che purtroppo non è stato un buon padre…
Una storia travagliata quella dei due campioni in gara, che dalla prima puntata del Festival di Saremo sono stati senza dubbio i favoriti di questa edizione 2018, nonché I più attaccati di questa edizione a ca causa del presunto plagio. Nonostante la sospensione dalla gara per una sera a causa della presunta violazione della gara, rivelatasi poi inesistente, Meta & Moro sono ritornati sul palco più forti di prima insieme a Simone Cristicchi nella serata duetti.
“Grazie a tutti I ragazzi che ci hanno sostenuto in questi giorni”, ha detto Fabrizio Moro, durante i ringraziamenti per il premio ricevuto. Infatti tanta è stata la solidarietà per Meta & Moro. “Dedico la vittoria a mio figlio Libero”, aggiunge Fabrizio. Mentre è tutta per la sua casa discografica la vittoria di Ermal Meta.
CLASSIFICA SANREMO 2018 EI VARI PREMI:
3^POSTO ANNALISA IL MONDO PRIMA DI ME
2^ LO STATO SOCIALE UNA VITA IN VACANZA (E pensare che speravano di arrivare penultimi come ha più volte ribadito il cantante Alberto Cazzola. Mi spiace Stato Sociale stavolta la musica indie ha trionfato!

PREMIO CRITICA MIA MARTINI: RON ALMENO PENSAMI
PREMIO SALA STAMPA LUCIO DALLA: STATO SOCIALE
NUOVO PREMIO DI QUEST’ANNO SERGIO INDRIGO PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE: ORNELLA VANONI CON BUNGARO E PACIFICO
PREMIO SERGIO BARDOTTI MIGLIOR TESTO: MIRKOEILCANE STIAMO TUTTI BENE
PREMIO GIANCARLO BIGAZZI MAX GAZZÉ CRISTALDA E PIZZOMUNNO

 

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