La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo. – Jimi Hendrix –

Archivio per dicembre, 2015

BUON 2016 !!!!!!!!!


Buon 2016 da Spumeggiante Magazine

Cari lettori e care lettrici,

che questo sia un 2016 ricco di serenità, pace, allegria, divertimento e che ogni vostro desiderio venga realizzato! 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 😉

Un abbraccio, Spumeggiante Magazine – il blog libero e indipendente –

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Intervista a Neena – “PORTAMI VIA”


Sonorità funk,  brano frizzante, allegro e molto orecchiabile, intonato da una voce calda e potente: tutto questo è “Portami via”, il nuovo singolo della 21enne di Firenze Irene Colzani, in arte Neena. Il brano in rotazione radiofonica dal 27 ottobre 2015, fa parte dell’album “Red Lips”, prodotto da Alessandro Bemporad, disponibile nei principali digital store.

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Nella vita di Neena due grandi amori: quello per il ballo, che coltiva sin da bambina, divenendo infatti ballerina hip-hop professionista e poi quello per il canto, scoperto a 15 anni, così forte da farle lasciare il mondo della danza. Da allora ha frequentato per cinque anni la scuola di canto e a 18 ha subito iniziato la sua gavetta, cantando in diversi locali della sua città. Poi la svolta: l’incontro decisivo col produttore, compositore e musicista Alessandro Bemporad (FI), grazie al quale ha firmato un contratto discografico.

Ed è così che nasce Red Lips, un mix di gospel, blues, funk e musica elettronica. Presenti nel disco cover e inediti (“Strange”, “Down”).

 

I testi di “Red Lips”, li hai scritti tutti tu?

La maggior parte dei brani presenti nell’album sono cover di pezzi che hanno fatto la storia degli anni ’70 e ’80. Il resto sono inediti che sono stati scritti ed arrangiati dal mio produttore, Alessandro Bemporad.

 

L’emozione che hai provato ascoltando per la prima volta un tuo brano in radio…?

È stata una bellissima emozione. Decidere di voler fare la cantante ha un solo significato: aver qualcosa da urlare al mondo intero, qualcosa d’intenso e di vero. Dopo aver ascoltato per la prima volta un mio brano in radio la sensazione che ho avuto è che tutto ciò si può avverare.

 

Per il tuo lavoro quanto è fondamentale lo studio e l’esercizio?

Entrambi sono molto importanti. Lo studio può dare senza dubbio delle basi e l’esercizio deve essere continuo. Solo così s’impara sempre cose nuove.

 

Nella tua vita, c’è qualcosa dalla quale vorresti essere “portata via”? La cosa invece che terresti sempre stretta a te?

Vorrei essere portata via dalla monotonia, da una vita grigia. Scapperei subito! Senza pensarci due volte. Mi piace osare. Vivo di emozioni forti. Quello che voglio è continuare a vedere la vita a colori, caldi o freddi che siano, con il coraggio di affrontare ciò che arriva. Cosa terrei sempre con me? La mia musica. Sembra scontato ma vi assicuro che non lo è. È la mia benzina.

 

Come nasce lo pseudonimo Neena?

Quando ero bambina ho iniziato a parlare molto presto. Una delle prime domande che in genere ti fanno sono <<Come ti chiami, piccola?>> e la mia risposta era <<Neena!>>. Visto che la musica è parte integrante di me, volevo un nome che mi rispecchiasse a tutti gli effetti e che sentissi davvero mio.

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Quanto è difficile per una 21enne destreggiarsi nel mondo della musica italiana?

Il mondo della musica è difficile ovunque. Nel momento in cui decidi di buttarti, perché pensi di poterlo fare, apri una porta, e ciò che ti trovi di fronte è un percorso, in salita e pieno di ostacoli. Se parliamo del mondo musicale italiano in particolare, per quanto riguarda me, è forse ancora più difficile, per il genere che prediligo, la dance elettronica e l’elettronica in generale. Nonostante tutte le difficoltà, mi reputo molto fortunata per aver incontrato Alessandro. Con lui, oltre ad essere sempre d’accordo sotto il punto di vista artistico, lo siamo anche a livello personale. La sua maggiore esperienza è di grande aiuto per me.

 

Gli artisti che ti hanno ispirata a tal punto da dire: <<Voglio fare la cantante!>> e soprattutto perché…

Ci sono artisti che mi hanno sempre ispirata ma la decisione di voler fare la cantante è nata da me, in modo molto inaspettato. La musica è sempre stata alla base di tutto. Prima danzavo a livello agonistico e professionale. Mentre gareggiavo o provavo le coreografie invece di tenere il conto del tempo, come usa fare, cantavo. Pensando a quello che tendevo a fare, decisi di provare a cantare e l’amore fu immediato. Per questo, 5 anni fa, lasciai la danza a malincuore per dedicarmi allo studio del canto. Rifarei questa scelta milioni di volte. Gli artisti che mi ispirano ancora oggi sono le personalità blues. Aretha Franklin, Bessie Smith, Billie Holiday. Ciò che dicono e come lo fanno non lo dimentichi per nessuna cosa al mondo.

 

Il tuo motto nella vita è…?

Find your freedom in the music. È una frase presente nel testo di un brano di Lady Gaga, artista che stimo moltissimo. Questo motto lo porto anche stampato sulla pelle.

 

Ultima domanda: a chi dedichi “Red Lips” e “Portami Via”?

Li dedico soprattutto a me ed al mio produttore perché ci abbiamo lavorato molto e siamo contenti del risultato raggiunto. Lo dedico anche a tutte le persone che fino ad ora hanno cercato di metterci i bastoni tra le ruote.

Sito ufficiale: www.neena.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/NeenaMusicIt?fref=ts

 


BOJ & GOOD PEOPLE: IN THEIR WONDERFUL WORLD


Conosciamo meglio Boj & Good People che lo scorso 23 ottobre 2015 hanno pubblicato il loro nuovo album “PLAYBOJ”, che spazia dal funky-rap al soul e dal jazz alla R&B, con qualche punta di blues… 

Trovate tutto qui: 

Perché l’esigenza di creare Boj & Good People? E soprattutto qual è l’essenza di questo gruppo?

L’esigenza nasce semplicemente dalla grandissima passione per la musica che ci accomuna. Ci piace pensare che l’aspetto maggiormente distintivo del gruppo sia l’energia e la voglia di far ballare che poi traspare soprattutto nei live.

Come mai la scelta di uno strumento così particolare come il bouzouki?

Proprio perché è una scelta inaspettata, una soluzione non banale ed originale su un tipo di musica, il funk/soul, che è abbastanza inquadrata in un tipo di suono e di arrangiamenti ormai più volte rimasticati. E poi perché non si poteva non sfruttare il fatto che Christian, il nostro chitarrista, è un abilissimo suonatore di strumenti così particolari come appunto il bouzouki.

Quanto è stata importante la collaborazione con i vari e strabilianti artisti (Eric Leeds Stefano Blanc, Keith Anderson e molti altri…)per la vostra crescita musicale?

È stata una cosa fantastica. Ancora adesso parlandone tra di noi stentiamo a credere che sul nostro album ci sia gente del calibro di Keith Anderson ed Eric Leeds (tra gli altri)!

Bojana, Chris, Christian, Simone, chi più di tutti questi artisti vi è rimasto nel cuore?

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Forse, per l’atteggiamento veramente easy ed umano Keith Anderson è quello a cui siamo maggiormente affezionati.

Qual è il segreto per mixare al meglio strumenti così diversi tra loro, senza sbagliare mai?

Creatività, curiosità voglia di provare nuovi arrangiamenti miscelando in questo caso suoni tipicamente funk a strumenti musicali greci: il segreto è osare, poi il resto vien da sé.

Boj & Good People, se si presentasse oggi l’occasione di un talent show, partecipereste?

Sinceramente ci sentiamo un po’ fuori dal target di questi            programmi.

Il brano (se c’è) al quale siete più legati e perché?

Anche se nessuno lo dice apertamente è normale che ognuno di noi sia legato ad un brano in particolare, in generale però siamo proprio felici ed orgogliosi di tutto l’album.

Dieci brani in inglese, uno in serbo, come mai nessuno in italiano? Lo farete mai?

Mai dire mai: ne abbiamo già parlato tra di noi e potrebbe essere una possibilità. Al momento forse ha prevalso il fatto che, non essendo Boj italiana, finalmente non ci sentiremo dire la solita cosa: “ma come, siete italiani perché non cantate nella vostra lingua!”. Scherzi a parte, è un peccato non usufruire della bella pronuncia inglese di Boj, che non dà (a nostro avviso) l’impressione di qualcuno che stia scimmiottando i cantanti americani.

Il messaggio che “PlayBoj” vuole trasmettere qual è?

Siamo funky, vogliamo farvi divertire e vogliamo farvi ballare!

La più importante fonte d’ispirazione per i vostri brani?

Diciamo che, in generale, traiamo l’ispirazione principale dalla scena funky, soul R&B americana dagli anni ‘70 in poi!

Progetti futuri?

Suonare tanto!

 


KURTZ STA BENE – DISCO D’ESORDIO DEL TRIO ROMANO STANLEY RUBIK


 

CD COVER KURTZ STA BENE

Gli Stanley Rubik sono un trio romano electronic rock dalle sonorità metal. E’ composto dal cantante Dario Di Gennaro (piano, programming, sintetizzatore e basso), Gianluca Ferranti (synth, samplers, chitarra) e Andrea Bonomi Savignon alla batteria e al pad. Nel 2013 pubblicno un EP dal titolo “lapubblicaquiete” per Cosecomuni. “Kurtz sta bene” è il loro primo disco d’esordio, per l’etichetta INRI, uscito venerdì 6 novembre 2015 e prende il titolo dal colonnello Kurtz, personaggio del libro “Cuore di tenebra” di Conrad. Un album di 10 tracce che mixano potenti riff alla chitarra, batteria forte e veloce ad elementi puramente elettronici. Testi profondi, mai banali ed intimisti.

Album dal carattere cinematografico e tracce coraggiosamente lunghe, vere e ricche di significato.

Disco da ascoltare assolutamente, che vi spiazzerà per la sua originalità, i suoni e le atmosfere in nelle quali vi trasporterà.

Ed ecco una piccola intervista ai bravissimi e simpaticissimi Stanley Rubik.

 

Potreste raccontare brevemente la vostra bio?

Sì certo, siamo i dignitari della corte di Carlo V, siamo cresciuti con l’idea che il sole non tramontasse mai sul nostro regno, peccato che dopo qualche anno tardivamente ci siamo accorti che era una cavolata, sono bastate circa 9 ore per far crollare un sogno. A quel punto abbiamo deciso di formare gli Stanley Rubik e lamentarci della realtà in cui viviamo.

A cosa è dovuta la scelta del nome?

Ad un errore di pronuncia.

Cosa vi ha colpito in merito alla figura di Kurtz, tanto da farci un disco? E soprattutto è venuto in mente solo a uno di voi in particolare o tutti e 3 conoscevate già questa storia…?

Il nostro batterista in verità pensa di essere Kurtz e pensa di essere all’interno di Apocalypse now, cerchiamo di assecondarlo dicendogli che va tutto bene, alla fine ecco qui il titolo “Kurtz sta bene”, la nostra accondiscendenza è il dissidio che si evince all’interno di ogni brano!

Mi incuriosisce molto la copertina dell’album che raffigura un uomo senza volto…c’è un significato particolare?

Ci piacerebbe rispondere che era finito il colore ma pensiamo che dietro ci sia un discorso più profondo. Spesso conosciamo le persone senza un’identità reale, la loro conoscenza non è altro che una nostra proiezione, in questo caso rappresentata dall’arpia in equilibrio sul filo. E’ una rappresentazione onirica legata alla ricerca dell’equilibrio.

Quali sono essenzialmente le vostre influenze musicali, c’è qualche band o cantante a cui vi ispirate?

Beh ognuno di noi ha influenze diverse, potremmo distinguere  due filoni differenti per quanto riguarda il passato i gruppi mastodontici degli anni ‘70 e oltre, quindi a cavallo tra il prog e la wave. Poi è innegabile l’influenza di gruppi più recenti come tool, mars volta, arcane roots, the knife e derivati della warp.

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Chi scrive i testi?

Gianluca e Dario, di solito.

Cosa significa per voi questo disco?

Significa un inizio, un punto zero. Lo stiamo ancora metabolizzando grazie ai live, ma già ci sono i presupposti e le geometrie di quello che andremo a delineare nel futuro prossimo.

Impossibile rimanere indifferenti alla quinta e sesta traccia, intitolate rispettivamente “10” e “:10”, le quali appaiono in realtà come un’unica canzone. È così? Se sì perché scinderle? 

In effetti si tratta di un unico brano, un brano inusuale con un’architettura molto prog. La decisione di tagliarlo in due tronconi è stata presa più che altro per i tempi tecnici dettati dalle radio, oltre che per date all’ascoltatore la possibilità di passare direttamente alla parte 2. Tra l’altro il pezzo si presenta come una suite con due atmosfere diverse, questo ha facilitato la scelta secessionista!

Siete stati molto coraggiosi riguardo alla struttura di alcune canzoni abbastanza lunghe, con bei momenti di sola musica, scelta alquanto rischiosa e poco commerciale. Come mai avete deciso di buttarvi ugualmente in tale scelta?

Come hai detto tu questi momenti di sola musica sono possibili unicamente allungando le strutture e facendo respirare un brano. Siamo abituati a tempi troppo radiofonici, se sei oltre i 4:00 minuti il brano non passa in radio. Ce ne siamo fregati, abbiamo rischiato in favore di una musicalità e una visione meno ansiogena. Questa cosa tra l’altro ci fa ricordare un episodio accaduto qualche anno fa durante la visione de “Il Flauto Magico” di Mozart con il consort originale settecentesco. Alcune persone erano sorprese di come non si sentisse bene, il fatto era che gli strumenti settecenteschi suonavano meno di quelli ottocenteschi; sono le nostre orecchie a volte che sono disabituate ad ascoltare attentamente.

 Vi hanno mai detto che il vostro è un album abbastanza cinematografico?

Si a tratti i nostri brani ammiccano allo stile cinematografico, in verità in questo modo rivendichiamo il fallimento di non aver saputo lavorare nel cinema, io (Gianluca) volevo fare il regista Dario l’attore e Andrea il produttore! Scherzo, ci piace molto l’aspetto cinematografico a tal punto che nel nostro live set abbiamo ultimamente implementato delle proiezioni.

Come reagireste se un domani una o più track venissero scelte per la colonna sonora di un film, magari proprio uno ispirato a “Cuore di tenebra”?

Beh potremmo anche svenire.

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<<Vivere nell’assenza di un presente fa si che l’illusione sia costante>>. Di quale illusione si parla?

L’illusione di vivere al di là del qui ed ora, nelle false proiezioni di noi stessi.

Il secondo brano, intitolato “A”, a chi è indirizzato?

Al padre di Dario.

Siamo veramente noi a frenare i nostri sogni?

Certo che sì. Siamo predisposti.

Se poteste scegliere di collaborare con qualche band o cantante, con chi collaborereste?

Ce ne sono tanti, al momento però su due piedi diremmo Woodkid per l’impatto percussivo e visivo.

Il messaggio che volete trasmettere al pubblico attraverso “Kurtz sta bene”?

Lasciamo il significato ultimo a chi ascolta, alla fine un disco è bello perché ognuno lo lega ad una parte di sé.

Avete in programma tour o altri progetti?

11 Dicembre la nostra presentazione del disco al teatro Quirinetta e poi una serie di date in giro per l’Italia; per ora possiamo anticiparvi che saremo il 16 Gennaio a Prato e il 22 a Genova.


Quattro chiacchiere con Leonardo Polverelli – il cantante da Guinness World Record!

LEONARDO POLVERELLI - IL CANTANTE DA DUINNESS WORLD RECORD!!!

LEONARDO POLVERELLI - IL CANTANTE DA DUINNESS WORLD RECORD!!!

LEONARDO POLVERELLI – IL CANTANTE DA GUINNESS WORLD RECORD!!!

http://www.calabriainforma.com/cultura/musica/8422-quattro-chiacchiere-con-leonardo-polverelli-il-cantante-da-guinness-world-record

direttamente da… Articoli e Collaborazioni Giornalistiche

Quando si parla di karaoke viene subito in mente il grande Fiorello disse più volte di essere “cintura nera di karaoke”, ma purtroppo per lui non è così. Ebbene esiste un uomo capace di cantare ben 1.259 canzoni di seguito in 101h 59min e 15 sec -Guinness World Record battuto fra il 19 e il 23 settembre 2011- che riguarda la maratona di Karaoke più lunga del mondo (THE LONGEST KARAOKE MARATHON),  al Cinema Teatro Astra di Pesaro. Il suo nome è Leonardo Polverelli.

Egli è un validissimo musicista  (suona chitarra e batteria) ed ha prodotto svariati dischi. Ma la passione per il canto non è l’unica cosa che fa parte della vita Leonardo. Papà di 4 figli (2 maschi e 2 femmine), avuti con l’amore della sua vita Claudia Neri, ha scritto diversi libri, dei fumetti -data la sua grande passione per il mondo della Marvel- e quattro sue canzoni fanno parte della colonna sonora di  “My dad’s girlfriend”, film del regista indiano P.C. Adytia, che a breve uscirà.

Ed ecco l’intervista del gentilissimo, disponibile e davvero grande Polverelli.

 

  • Dalla tua biografia, si legge che sei un appassionato di Simon & Garfunkel ed i Genesis… allora com’è nata la passione per la cosiddetta “musica benefica”? E perché la prediligi a quella “tradizionale”?

 Simon & Garfunkel mi hanno insegnato l’Armonia delle voci e a strimpellare la chitarra, mentre i Genesis mi hanno formato come batterista e sicuramente influenzato per quanto riguarda la parte teatrale e compositiva. In seguito mi si è aperto il mondo delle Frequenze, prima da ascoltatore e poi da Compositore.

  • Per chi non la conoscesse, puoi spiegare il concetto di musica benefica?

A mio avviso tutta la Musica è Benefica. Se entriamo nello specifico delle Frequenze e scopriamo che da dopo il nazismo ci è stata imposta l’accordatura del LA a 440 Hertz iniziano ad arrivare molte risposte; i 440 Hz non ci fanno ragionare con la nostra testa e ci rendono più ‘manipolabili’. L’accordatura a 432 Hz (multiplo di 8) sarebbe molto più adatta per un’esistenza libera e indipendente. Quindi ben vengano tutti quei tipi di frequenze che mettono in contatto i due emisferi del cervello. 

Ti spiego quali sono le cosiddette Frequenze Benefiche da me utilizzate: arriva da me un caro Amico medico agopuntore e mi dice: “Tu sei un bravo musicista e io un bravo medico(viva l’autostima!); cosa puoi ricavare da questa?” E mi mostra una tabella con dei numeri, le Frequenze in Hertz utilizzate e testate dai medici Bourdiol e Nogier. Mi sono soffermato sulle frequenze di 160 e 320 Hz, le prime che agiscono sul dolore fisico e le seconde sulle ghiandole tumorali (tradotto alla lettera dal francese). Le ho trasformate in frequenze udibili dall’orecchio umano e miscelate(con qualche mia modifica) assieme alla Musica. I risultati ottenuti in meditazione sono stati ottimi e mi hanno spinto a utilizzarle di serie nei miei Cd.

 

  • Ti senti più scrittore, più musicista o più cantante?

Direi un Musicista che si diverte a cantare e scrivere…

  • Una delle tue tante produzioni musicali s’intitola “Musica dall’invisibile”, per te che cos’è esattamente l’invisibile?

Una serie di 11 Cd hanno appunto il sottotitolo di “Musica dall’Invisibile”. Sono sempre stato attratto dai fenomeni inspiegabili e tutto ciò che va al di là del limite. Nel 2005 scrivo il mio primo romanzo (LA CASA DEL BAMBINO CHE GRIDA, tratto da una mia canzone) ed è stata la mia auto-iniziazione, arrivando ad accorgermi che anche quello che non vediamo coi nostri occhi e non tocchiamo con le nostre mani è invece ben presente ogni momento della nostra vita. Nel 2007 scrivo apparentemente una fiaba per bambini (WEBS & SPIDERS, sempre da una mia canzone) e invece mi ritrovo a comprendere due anni dopo di avere per le mani una storia profonda sui sensi di colpa con effetti addirittura terapeutici. L’Invisibile è per me il semplice (ma non scontato) Accorgersi.

  • Come ti sei accorto della tua particolare “resistenza” canora, che ti ha poi permesso di battere il Guinness World Record in merito all’esibizione più lunga live come cantante di karaoke individuale?

Me ne sono accorto poco prima della centoduesima ora di canto continuo…  Nel senso che non ho fatto alcun tentativo preliminare, sapevo semplicemente che ce l’avrei fatta.

  • Chi o cosa ti ha spinto a superare i tuoi limiti accettando la sfida del GWR?

Nel 2010 vinco un altro Guinness World Record cantando per 2 ore e 20 minuti come partecipante alla maratona canora più lunga del mondo condotta da più persone. Alla fine della manifestazione chiedo al Presidente dell’Associazione Titanus di Pesaro, Luca Veneziano se esisteva qualcuno che da solista deteneva questo tipo di primato; lui mi risponde che il titolo era di un indiano con 101 ore e 15 minuti di canto continuo. Io parto in quarta e dico: “Ma io canto per 103-104 ore! Ci stai?” A questo punto lui è stato più pazzo di me in quanto mi ha preso alla lettera, organizzando per l’anno successivo una Manifestazione dove avrei cantato dal 19 al 23 Settembre 2011 nel Teatro Astra Caffè di Pesaro. Il resto è storia…

Il Record di Maratona canora individuale è poi rimasto all’indiano, mentre il mio (101h, 59m e 15s) mi è stato assegnato come maratona di Karaoke più lunga del mondo (THE LONGEST KARAOKE MARATHON) in quanto per questioni di comodità, molto spesso leggevo i testi direttamente dal computer.  Sono così andato a battere non l’amico indiano ma bensì un americano, il quale aveva un record di “soltanto” 49 ore…

Quindi il consiglio che do è sempre quello di aspirare in alto e tentare (se io avessi avuto l’obiettivo delle 49 ore probabilmente alla cinquantunesima ora sarei crollato…)

 

  • Fra i tuoi scritti, ci sono alcuni che trattano del fenomeno dei viaggi astrali, puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?

 Il Viaggio Astrale è per me inteso non come un Viaggio verso l’esterno del corpo ma bensì verso il suo Interno, nella Multidimensionalità dell’essere umano. Nei miei primi due libricini che di solito allego alla mia Musica propongo due percorsi: INCONTRO COL BAMBINO INTERIORE che ha a che fare con i problemi che noi stessi ci “inventiamo” e IL VIAGGIO NEL PALLONE, un esercizio per vedere quanto pesano i problemi che a volte gli altri ci buttano sulle nostre spalle.

  • Ti è mai capitato di confrontarti con qualche scettico riguardo tale pratica (del viaggio astrale)? Cosa gli risponderesti?

 Gli scettici solitamente mi tengono alla larga…

  • Invece cosa consiglieresti a chi come te vuole avvicinarsi a tale pratica non convenzionale?

 L’importante è essere ben centrati, sereni e con l’apertura mentale di un bambino. No ai sentimenti di bassa frequenza come l’odio, la rabbia, l’ansia, la paura…

  • Com’è nata la collaborazione con P.C. Adytia, recordman in campo cinematografico (100 corti girati in 100 giorni e un film di 100 minuti con 100 attori girato in sole 12 ore) e quanto è stato importante il vostro confronto i idee?

Vincendo un Guinness World Record sono venuto in contatto con tanti altri personaggi straordinari, tra questi un regista indiano che ha richiesto le mie musiche per la colonna sonora del suo film intitolato “My Dad’s girl-friend”. Per ora ha preso delle mie musiche già esistenti, ma in futuro probabilmente scriverò Musiche ex-novo. Comunichiamo in inglese tramite email e Facebook, una grande comodità per le collaborazioni estere.

  • Nella breve descrizione di” Frequenze Benefiche” si afferma che il cd agisce specificatamente sullo sciogliere il dolore e quindi porta ad avere anche la mente più libera… L’effetto è amplificato da un buon utilizzo e conoscenza dei cristalli. Puoi spiegarci meglio il connubio musica-cristalli?

 Connubio musica-cristalli: c’è stato un periodo nel quale ero sempre a contatto col mondo dei minerali (Musica dall’Invisibile Volumi 5-6-7-8-9) ed ecco la mia constatazione principale: Musica e cristalli tendono ad amplificare a vicenda le loro grandi Proprietà, il loro giusto utilizzo migliora la qualità della Vita.

  • Da cosa prendi ispirazione per scrivere e suonare?

Qualsiasi spunto è buono per fermare e trasformare un’ Emozione in Musica: una notte passata in un Castello, una frase sentita da uno sconosciuto o alla radio, una risata, una delusione…  è molto bello quando da un evento apparentemente negativo scaturisce qualcosa di bello, simboleggia la trasmutazione alchemica.

La prossima serie di 10 Cd si intitolerà “Music from Stargates”, ispirazioni da passato, presente, futuro e Universi paralleli.

 

  • Le quattro cose più importanti della tua vita (eccetto famiglia, amore, musica e scrittura)?

Ok, mi hai tolto subito le 4 cose più importanti (e come facevi a saperlo???); vediamo… (1) il mio MAC –  (2) la flora e la fauna terrestre –  (3) i contatti con esseri extra-dimensionali –  (4) i giocattoli.

  • Quale o quali messaggi vuoi trasmettere al mondo con le tue arti?

Quando è il tuo Sé Superiore a tirare le redini è difficile rispondere in due parole… Di messaggi ne arrivano parecchi e, come già detto, molte volte non so neppure perché scrivo quel che scrivo… devo farlo e basta. Anche se viviamo in un pianeta dove la razza umana si sta autodistruggendo, da alcune mie canzoni arrivano messaggi di speranza e di conforto per le generazioni a venire, in generale sono messaggi ottimisti sulla Vita e soprattutto oltre la Vita conosciuta.

  • Fra i tuoi lavori si parla anche di leggende, come quella di Azzurrina, di ufo e come abbiamo già detto di “mondi invisibili”. Dunque da dove nasce la passione per il paranormale?

Leggo tanto (vedi la sezione I LIBRI CHE HO LETTO del mio sito www.leonardopolverelli.eu) e il primo libro che mi ha spalancato un portone sulle dimensioni sconosciute è stato LA VITA OLTRE LA VITA del Dr.Moody che ho avuto il piacere di conoscere di persona. E poi quando sei ben centrato inizi ad attrarre tutto ciò che veramente ti interessa. Tra le tante cose che faccio mi ritrovo in pianta stabile alla regia e Musica del Convegno ULTIME NOTIZIE DAL FUTURO che si svolge puntualmente a Roma, il prossimo sarà il 9 e 10 Gennaio 2016 presso l’Hotel dei Congressi.

  • Ad un grande eclettico come te è rimasto qualcosa in sospeso che vorresti fare da grande?

 

Tantissime cose e tutta questa Vita non mi basterà…  Per ora sto iniziando a studiare il flauto traverso, poi domani è un altro giorno… .

A distanza di quattro anni dal riconoscimento del Guinness World Record (THE LONGEST KARAOKE MARATHON, 19/23 Settembre 2011, 101h, 59min e 15sec) Leonardo Polverelli entra di diritto in altri prestigiosi siti e “Libri dei Records”, ricevendo nuovi Certificati  provenienti dall’India e dal Nepal:

 

-Guinness World Records
-Assist World Records
-Miracles World Records
-Bharath World Records
-International World Records Achievers Society (INWORAS)
-Incredible Book of Records
-Creative Records Nepal
-Everest World Records
-Universal World Records
-Star World Records
-World Records India
-War of World Records Foundation
-Sky Book of World Records  

-Superb World Records

-Online World Records