La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo. – Jimi Hendrix –

KURTZ STA BENE – DISCO D’ESORDIO DEL TRIO ROMANO STANLEY RUBIK


 

CD COVER KURTZ STA BENE

Gli Stanley Rubik sono un trio romano electronic rock dalle sonorità metal. E’ composto dal cantante Dario Di Gennaro (piano, programming, sintetizzatore e basso), Gianluca Ferranti (synth, samplers, chitarra) e Andrea Bonomi Savignon alla batteria e al pad. Nel 2013 pubblicno un EP dal titolo “lapubblicaquiete” per Cosecomuni. “Kurtz sta bene” è il loro primo disco d’esordio, per l’etichetta INRI, uscito venerdì 6 novembre 2015 e prende il titolo dal colonnello Kurtz, personaggio del libro “Cuore di tenebra” di Conrad. Un album di 10 tracce che mixano potenti riff alla chitarra, batteria forte e veloce ad elementi puramente elettronici. Testi profondi, mai banali ed intimisti.

Album dal carattere cinematografico e tracce coraggiosamente lunghe, vere e ricche di significato.

Disco da ascoltare assolutamente, che vi spiazzerà per la sua originalità, i suoni e le atmosfere in nelle quali vi trasporterà.

Ed ecco una piccola intervista ai bravissimi e simpaticissimi Stanley Rubik.

 

Potreste raccontare brevemente la vostra bio?

Sì certo, siamo i dignitari della corte di Carlo V, siamo cresciuti con l’idea che il sole non tramontasse mai sul nostro regno, peccato che dopo qualche anno tardivamente ci siamo accorti che era una cavolata, sono bastate circa 9 ore per far crollare un sogno. A quel punto abbiamo deciso di formare gli Stanley Rubik e lamentarci della realtà in cui viviamo.

A cosa è dovuta la scelta del nome?

Ad un errore di pronuncia.

Cosa vi ha colpito in merito alla figura di Kurtz, tanto da farci un disco? E soprattutto è venuto in mente solo a uno di voi in particolare o tutti e 3 conoscevate già questa storia…?

Il nostro batterista in verità pensa di essere Kurtz e pensa di essere all’interno di Apocalypse now, cerchiamo di assecondarlo dicendogli che va tutto bene, alla fine ecco qui il titolo “Kurtz sta bene”, la nostra accondiscendenza è il dissidio che si evince all’interno di ogni brano!

Mi incuriosisce molto la copertina dell’album che raffigura un uomo senza volto…c’è un significato particolare?

Ci piacerebbe rispondere che era finito il colore ma pensiamo che dietro ci sia un discorso più profondo. Spesso conosciamo le persone senza un’identità reale, la loro conoscenza non è altro che una nostra proiezione, in questo caso rappresentata dall’arpia in equilibrio sul filo. E’ una rappresentazione onirica legata alla ricerca dell’equilibrio.

Quali sono essenzialmente le vostre influenze musicali, c’è qualche band o cantante a cui vi ispirate?

Beh ognuno di noi ha influenze diverse, potremmo distinguere  due filoni differenti per quanto riguarda il passato i gruppi mastodontici degli anni ‘70 e oltre, quindi a cavallo tra il prog e la wave. Poi è innegabile l’influenza di gruppi più recenti come tool, mars volta, arcane roots, the knife e derivati della warp.

 STANLY RUBIK PHOTO 13

Chi scrive i testi?

Gianluca e Dario, di solito.

Cosa significa per voi questo disco?

Significa un inizio, un punto zero. Lo stiamo ancora metabolizzando grazie ai live, ma già ci sono i presupposti e le geometrie di quello che andremo a delineare nel futuro prossimo.

Impossibile rimanere indifferenti alla quinta e sesta traccia, intitolate rispettivamente “10” e “:10”, le quali appaiono in realtà come un’unica canzone. È così? Se sì perché scinderle? 

In effetti si tratta di un unico brano, un brano inusuale con un’architettura molto prog. La decisione di tagliarlo in due tronconi è stata presa più che altro per i tempi tecnici dettati dalle radio, oltre che per date all’ascoltatore la possibilità di passare direttamente alla parte 2. Tra l’altro il pezzo si presenta come una suite con due atmosfere diverse, questo ha facilitato la scelta secessionista!

Siete stati molto coraggiosi riguardo alla struttura di alcune canzoni abbastanza lunghe, con bei momenti di sola musica, scelta alquanto rischiosa e poco commerciale. Come mai avete deciso di buttarvi ugualmente in tale scelta?

Come hai detto tu questi momenti di sola musica sono possibili unicamente allungando le strutture e facendo respirare un brano. Siamo abituati a tempi troppo radiofonici, se sei oltre i 4:00 minuti il brano non passa in radio. Ce ne siamo fregati, abbiamo rischiato in favore di una musicalità e una visione meno ansiogena. Questa cosa tra l’altro ci fa ricordare un episodio accaduto qualche anno fa durante la visione de “Il Flauto Magico” di Mozart con il consort originale settecentesco. Alcune persone erano sorprese di come non si sentisse bene, il fatto era che gli strumenti settecenteschi suonavano meno di quelli ottocenteschi; sono le nostre orecchie a volte che sono disabituate ad ascoltare attentamente.

 Vi hanno mai detto che il vostro è un album abbastanza cinematografico?

Si a tratti i nostri brani ammiccano allo stile cinematografico, in verità in questo modo rivendichiamo il fallimento di non aver saputo lavorare nel cinema, io (Gianluca) volevo fare il regista Dario l’attore e Andrea il produttore! Scherzo, ci piace molto l’aspetto cinematografico a tal punto che nel nostro live set abbiamo ultimamente implementato delle proiezioni.

Come reagireste se un domani una o più track venissero scelte per la colonna sonora di un film, magari proprio uno ispirato a “Cuore di tenebra”?

Beh potremmo anche svenire.

STANLY RUBIK PHOTO 6

<<Vivere nell’assenza di un presente fa si che l’illusione sia costante>>. Di quale illusione si parla?

L’illusione di vivere al di là del qui ed ora, nelle false proiezioni di noi stessi.

Il secondo brano, intitolato “A”, a chi è indirizzato?

Al padre di Dario.

Siamo veramente noi a frenare i nostri sogni?

Certo che sì. Siamo predisposti.

Se poteste scegliere di collaborare con qualche band o cantante, con chi collaborereste?

Ce ne sono tanti, al momento però su due piedi diremmo Woodkid per l’impatto percussivo e visivo.

Il messaggio che volete trasmettere al pubblico attraverso “Kurtz sta bene”?

Lasciamo il significato ultimo a chi ascolta, alla fine un disco è bello perché ognuno lo lega ad una parte di sé.

Avete in programma tour o altri progetti?

11 Dicembre la nostra presentazione del disco al teatro Quirinetta e poi una serie di date in giro per l’Italia; per ora possiamo anticiparvi che saremo il 16 Gennaio a Prato e il 22 a Genova.

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