La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo. – Jimi Hendrix –

Archivio per maggio, 2016

I SUPER EROI ESISTONO! – Intervista a Steven Woodmore the world fastest talker


I super eroi esistono davvero, non è fantascienza, ma realtà! E Steven Woodmore (Chislehurts Bromley, UK) ne è l’esempio vivente! E’ un semplice venditore di prodotti di elettronica con un talento unico: la rapidità nel parlare. Infatti Steven è stato dichiarato colui che parla più veloce al mondo dal Guinness World Record, perché capace di pronunciare 637 parole in un minuto, vale a dire che la sua velocità nella dialettica è quattro volte più alta rispetto alla media. E oggi come oggi nessun altro è riuscito a batterlo. E’ riuscito a leggere un pezzo di “Essere o non essere” (Amleto W. Shakespeare) in 56 sec. nello show “Motor Mouth” ed in oltre è stato anche capace di leggere a voce alta l’intero tax code del Regno Unito in soli 5 giorni…! Roba da super eroi! Tanto che fra le sue apparizioni televisive Steven è stato in una puntata del documentario di Stan Lee (creatore di Spider-Man, Hulk ecc.) chiamato “Superhumans”.

Woodmore ha scoperto di saper leggere così veloce all’età di 7 anni, grazie ad un insegnante che gli diede una  punizione per il suo essere troppo loquace a scuola, così dovette recitare un testo molto lungo, ma nessuno poteva credere che avrebbe finito così presto. Ma in realtà l’ignaro Woodmore scoprì il suo talento sin da quando iniziò a parlare, come spiega nell’intervista che Spumeggiante Magazine è onorato di farvi leggere….

steven woodomore tax code

 

 Signor Woodmore, colui che parla più veloce al mondo… Può spiegarci quando e come ha scoperto il suo talento riguardo la velocità nella dialettica?

Ho scoperto di avere questo talento non appena ho iniziato a  parlare, anche se in quel momento non sapevo cosa fosse.

Come hanno reagito i suoi insegnanti e genitori riguardo questo strano, ma curioso talento?

Io ero uno di quei bambini che non voleva  mai stare zitto e parlava per ore e ore di niente. Per i primi anni della mia vita ero convinto che il mio cognome fosse  “shut up”, perché tutto quello che ho mai sentito è stato “Steve -shut up”! Ho capito che parlando così veloce infastidivo la gente, perciò durante la mia  infanzia ho speso un sacco di tempo cercando di parlare più lentamente. Ci ho lavorato molto, eccetto quando ero nervoso o eccitato. Ricordo una volta in un’assemblea scolastica ho scelto di leggere il poema “Jaberwocky”, che per tutto il tempo avevo studiato bene. Poi ritrovandomi sul palco di fronte a tutta  la scuola mi sono venuti i nervi a fior di pelle e ciò mi ha spinto a leggere velocissimo, tanto che il dirigente scolastico mi ha dovuto interrompere e dirmi di rallentare… fu piuttosto imbarazzante.

E quando ha realizzato di poter battere il record?

Sono andato a una festa di lavoro e tutti gli ospiti hanno dovuto fare qualcosa di insolito, io ho scelto di parlare veloce… Dopo averlo fatto, qualcuno mi ha detto dell’esistenza di un record mondiale che riguarda la mia abilità e che avrei dovuto informarmi… L’ho fatto e ho provato a vedere se ero veloce abbastanza da batterlo. Con mia grande sorpresa ci sono riuscito al primo tentativo a casa mia.

Pensai che fosse abbastanza ironico aver speso anni a imparare a parlare più lentamente e ora volevo velocizzarmi di nuovo. Tuttavia parlare veloce non era abbastanza, averi potuto battere il record, ma non ero sicuro che la gente potesse capire le parole. Rendere le parole comprensibili fu la parte più difficile , ma dopo circa 6 mesi potei farlo, contattai uno show televisivo e la settimana dopo ero in diretta tv e non solo battei il record esistente, ma lo distrussi completamente con oltre 50 parole in più al minuto.

E ‘stato tutto registrato e giudicato correttamente, in tutto il brano ho pronunciato oltre 600 parole, solo 5 sono state dichiarate errate.

Da lì in poi com’è cambiata la sua vita?

Da allora ho superato il mio stesso record due volte… l’ultima nel 1991 e fino ad oggi il record di 637 parole al minuto, non è stato ancora battuto.

La mia vita in realtà non è cambiata poi così tanto. Non ho mai commercializzato il mio record… l’unica cosa è che mi ha permesso di viaggiare (per apparizioni televisive) in altri paesi nei quali altrimenti non sarei mai andato.

swoodmore

Secondo lei, tra i suoi figli c’è qualcuno col suo stesso talento capace di parlare velocemente?

No, nessun altro in famiglia ha questo talento.

Ad oggi vorrebbe aggiornare il suo GWR? (637 parole al min.), magari in Italia? O forse sta pensando ad altri record?

Purtroppo nel 2014 mi è stato diagnosticato un cancro (N.H.L.) e parte del trattamento di radioterapia è stato fatto sul collo e durante il trattamento alcune ghiandole salivari sono state distrutte. Adesso ho la bocca sempre asciutta, perciò no riesco più ad essere veloce come prima… solo non  più come per il Guinness World Record.

Mi dispiace moltissimo… ma lei è e sarà per sempre uno dei più grandi uomini del mondo, un pezzo di storia non solo del Guinness World Record, ma dell’umanità.

Ultima domanda: cos’è per lei la felicità?

L’unica felicità che ho mai chiesto è stata di avere dei figli e di vederli crescere sani e felici e così è stato, quindi ho avuto la mia felicità.

 

SUPER-HEROS EXSISTS! – Interview to Steven Woodmore the world fastest talker

Super-heros really exixsts, it’s not science fiction, but reality! And Steven Woodmore (Chislehurts Bromley, UK) is the living proof! He’s a simple electronics salesman with a unique talent: his rapid speech. In fact Steven was declared the World Fastest Talker by the Guinness World Record, because he’s able to say 637 words in one minute, ie he’s got a dialect speed four times faster than the average person. And nowadays no one else has been able to break it. He readed a piece or “To be or not to be” (Hamlet, W. Shakespeare) in 56 seconds on the TV show “Motor Mouth” and also he was able to read out aloud all the tax code of United Kingdom only in 5 days…! A supe-rheros stuff!  In fact in his appearances on TV Steven was in a Stan Lee’s documentary  (the creator of Spider-Man, Hulk ext.) called “Superhumans”.

 Woodmore discovered to be able to read so fast when he was 7, thanks a teacher that gave him a punishment for being too talkative at school and so he was reciting a long text, but no one could believe that he finished so quickly! But actually the unaware Woodmore, discovered his talent since he began to speak, as he explains in the interview that Spumeggiante Magazine is honored to make you read…

 

Mr Woodmore, the world’s fastest talker… Can you explain when and how  did you discover your talent about dialectic speech?

I discovered I had this talent as soon as I could talk, although at that time I didn’t know what it was.

How did react your teachers and parents about this strange, but curious talent?

I was one of those children that would never shut up and would talk for hours and hours about nothing at all. For the first few years of my life I was convinced my surname was “shut up” because all I ever heard was “Steve -shut up” I realised it was my fast talking that was annoying people so thorughout my childhood I actually spent a lot of it trying to slow my speech down. It mostly worked except whenever I got nervious or excited, I remember once at a School assembly I got chosen read the peom “Jabberwocky” which all the time I rehearsed it I did it fine, then I got on stage in front of the whole school and my nerves kicked causing me to read it really fast. The Head teacher had to interupot me and tell me to slow down, it was actually quite embaressing.

When did you know that you could have break the record?

 I went to a work party and all the guests had to do something unusual, I chose to talk fast, after I had done it someone told me there was a world record for it and I should research it I did it and found and tried to see if I was fast enough to break it, to my utter surprise on my very first attempt at home I broke it.

 I thought it was quite ironic that I had spent years learning to slow down and now I wanted to speed up again, however talking fast wasn’t enough, I could beat the record but what I couldn’t do was make sure that other people could understand the words, that was the hardest of all making the words legible, however after about 6 months I could do it, I contacted a TV show and the next week I went on TV live and not only broke the existing world but absolutely smashed it by adding over 50 more words per minute.

 It was all recorded and adjucated correctly, in the whole passage I spoke of over 600 words only 5 were discounted as illegible.

From then on, how is changed your life?

Since then I have broken my own record twice more with the last record being set in 1991 and until this day that record of 637 words per minute has not been broken.

 It hasn’t really changed my life very much as I have never made commercial use of it… the only thing It has done is allowed me to travel (for TV appearances) to other countries that I would never have gone to.

Do you think that someone of your sons, maybe has got your same talent to talk fast?

No-one else in my family has this talent.

Nowadays, would you update your GWR (637 words per minute), perhaps in Italy? Or maybe are you thinking about others types of GWR?

 

Sadly in 2014 I was diagnosed with Cancer (N.H.L.) and part of the treatment was to have radiotherapy on my neck during the course of this treatment some of my saliva glands were destroyed and I now have a permanent dry mouth because of this I can no longer reach the speeds I used to be able to, I can still go fast just not world record fast anymore

I’m very sorry… but you are and will be forever one of the greatest men in the world, a piece of history not only about Guinness World Record, but of humanity.

The last question: what is for you happiness?

The only happiness I have ever asked for is to have kids and watch them grow up healthy and happy this they have done so I have had my happiness.

 

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“SII IMPECCABILE CON LA PAROLA” Inziativa #1 dal gruppo #BrightMinds


La parola… uno anzi forse l’unico vero mezzo di comunicazione più potente che l’uomo possa avere… Ci sono vari tipi di parola… Che sia scritta, che sia parlata, a volte anche solo pensata, riecheggia nella mente umana con la stessa valenza che avrebbe una volta pronunciata. E a volte la parola che non ce la fa ad uscire è ancora più tagliente di quella che per nascondersi dalla verità di ciò che pensiamo si dice. (La parola non detta). 1a

 

 

 

La parola che sfida le convenzioni sociali. Perché la parola se pronunciata con passione, perché legata ai valori o le aspirazioni nelle quali si crede, (che si tratti di argomenti futili o meno), detta però contro le convenzioni sociali ed i pregiudizi che la massa ha può renderci liberi, ma a caro prezzo.

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La parola che uccide. Esce così senza preavviso, figlia della cattiveria. E’ anche quella dettata a volte da un semplice meccanismo di difesa che si crea come conseguenza della rabbia provata, o del troppo bene che si prova e forse per questo è quella che fa più male.

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7A La parola della giustizia. Vi ricordano qualcosa: “I have a dream” (M. L. King), “Un vincitore è un sognatore che non si è arreso” (N. Mandela), “Devi essere tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” (M. Gandhi). Citazioni di semplici persone che hanno combattuto per la libertà dell’uomo, per un mondo migliore senza razzismo, senza violenza. Uomini che grazie alla parola, che esprime il concetto del loro essere hanno segnato la storia, cambiato il mondo in meglio, perché in fondo la parola esprime ciò che siamo e ci ricorda -che a dispetto di tutti coloro che le dicono a caso senza metterle sulla bilancia, senza conoscere il loro vero significato e la loro storia (Le parole inutili)-  5a la parola può essere davvero lo specchio della bontà umana.

 


FABRIZIO CORONA: il magnetismo del bad boy


fabriziocorona

Fabrizio Corona il fotografo che  sta cercando di uscire dal tunnel della cocaina, come tutti sanno è stato condannato a 13 anni e 2 mesi di carcere per estorsione. All’apparenza una pena assurda, se confrontata con quella di rei con capi d’accusa pari a omicidio o naufragio colposo. Ma c’è da tener presente che la condanna di Corona è l’ammontare di varie malefatte precedenti, che sommate ci danno tale risultato. Ad oggi Fabrizio reduce da 3 anni e 2 mesi di carcere, dopo l’esperienza nel centro di don Mazzi è un detenuto in esecuzione di pena.

Ricatti, estorsioni, guida senza patente… eppure Fabrizio non è pentito di ciò che ha fatto. Così ha espressamente detto al Maurizio Costanzo Show, andato in onda domenica scorsa. In un “uno contro tutti”, come ha spiegato Costanzo, dove sono intervenuti diversi nomi noti oltre che la gente comune, tutti con lo stesso obbiettivo: capirci qualcosa sulla presenza di Corona. Egli ha riferito che non si pente, non è redento, ma vuole solo ricominciare da zero, forte del fatto di poter creare qualcosa di grandioso dal nulla.

Inutile ribadire gli uni con gli atri il divieto di cadere nella retorica, perché chiunque, dall’intervistatore all’intervistato ci è caduto, poiché è un terreno insidioso quello delle banalità e dei soliti concetti triti e ritriti, che spaccano la platea tra colpevolisti e innocentisti.

Ma la presenza al Maurizio Costanzo Show, non è solo il luogo in cui Fabrizio Corona pubblicizza il suo libro “Mea Culpa”, fa scappare a gambe levate il noto conduttore e studioso Cecchi Paone, ma anche il luogo in cui si cerca di accantonare il personaggio per far trasparire la persona, spogliata di tutte le maschere e i luoghi comuni che si aggirano attorno. Una persona che vuole essere solo un semplice padre, capace di rendere orgoglioso il proprio figlio. Una persona che lancia messaggi ai giovani e giovanissimi che lo seguono, ovvero che <<drogarsi è da stupidi, anche se fa figo, anche se vi fa divertire per un po’, non fatelo>>.

Fabrizio Corona, passato dal re dei paparazzi al re dei paparazzati, a causa della sua “vita spericolata”, come canta Vasco Rossi e come ha interpretato l’orchestra del talk show, per riassumere quella che fino ad ora è stata la vita del fotografo, continuerà ad essere l’emblema del cattivo ragazzo… mettendo forse in secondo piano il vero obbiettivo di Corona: reinventarsi.

Nonostante il suo ritorno in televisione susciti, simpatia, scalpore, o semplicemente un bel chi se ne frega, non ce n’è per nessuno: il magnetismo del bad boy, non potrà lasciare nessuno indifferente.

 

Con la collaborazione di …T…


SHINE UN’ “ESPLOSIONE DI STATI D’ANIMO”


Shine-PineAppleMan

Shine uscito nel gennaio 2016 è il primo disco della band PineAppleMan, capitanata dall’ ”uomo ananas” Marco Zordan, vicentino doc, cantante dalla voce profonda e ricca di sfumature, capace di variare dal suono dolce e quasi sussurrato, a quello più graffiato nei pezzi più strong. Nella canzone che da il titolo all’album, “Shine”, il modo in cui viene cantata questa singola parola, sembra quasi che riempia tutta la stanza, e l’ascoltatore si ritrova di colpo ancor di più nel mondo dei PineAppleMan. E poi musicisti davvero bravi, che regalano fantastici assoli di chitarra (“Rubies”) o brevi, ma intensi momenti di sola musica, come nella settima track “The way in the dark”: 48 idilliaci secondi di solo piano. Ecco come si suol dire “la potenza della musica” eh! Unico difetto: la brevità, ma d’altronde, qualsiasi aggiunta sarebbe stata inutile, perché The way in the dark  è già perfetta così.

Disco puramente Indie Rock anche se racchiude in sé  diverse influenze stilistiche, che variano dal folk-rock più soft, a quello con sfumature metal. Ascoltandolo si percepisce una specie di sofferenza di fondo quasi blues, ma che a tratti sembrerebbe sfociare nel dark/metal, senza trascurare mai la vena cantautorale profonda che riemerge dai testi non poco significativi. Testi che raccontano storie comuni, di amore, sofferenza, gioia, rabbia, insomma una vera e propria “esplosione di stati d’animo”, come viene spiegato nella breve intervista qui sotto…

 

Chi sono e come nascono i PineAppleMan?

I Pineappleman nascono dalle ceneri di Marco Zordan, cantautore dell’alto vicentino, che ad un certo punto decide di dare un senso maggiore al progetto implementando i componenti per formare una vera e propria band, abbandonando le sonorità acustiche e avvicinandosi ad un indie rock d’oltremanica.

PineAppleMan… nome curioso… cosa sta a significare?

Diciamo che non ha un significato intrinseco, agli inizi, durante la stesura dei primi pezzi sembrava un nome famigliare, che si potesse ricordare. E’ stato scelto solo ed esclusivamente perché “suonava bene”

Il vostro è un disco che definite passaggio dal buio dei rimpianti,della rabbia e delle aspirazioni mancate alla luce… Cos’è per voi la vera luce nella vita?

Una vera luce non esiste, esistono le esperienze della vita che ti permettono di scoprire nuove cose e soprattutto permettono di farti scoprire non solo i limiti degli altri, ma anche i tuoi, in una comunione d’intenti che si trasforma in luce solo dopo una sintonia importante e vissuta, questa è la luce e la sto seguendo, alla ricerca di un posto migliore, forse, dove stare.

Oggi quanto è difficile essere se stessi al 100% (discograficamente parlando) senza cedere a compromessi?

Dipende dal carattere principalmente di una persona.
I giovani di oggi tendono a sentirsi importanti dopo magari il primo concerto con gli amici, fatto esclusivamente di cover, quando invece la vera musica e quindi l’essere se stessi a livello musicale per come lo intendo io è ben altro; non cedere a compromessi è anche un percorso di maturità, che costa sacrificio e impegno e riceve il suo massimo esponente, il punto più alto, quando coesiste fra tutti i membri della band un’idea nel fare musica che porta a ricevere soddisfazione e appagamento solo nel semplice atto di suonare.

Se dico “Shine”, la prima cosa che vi viene in mente è…?

Esplosione di stati d’animo.

Quando potremo vedere i PineAppleMan live?

Ad oggi, più precisamente all’uscita del disco, la band non esiste più, è rimasto il sottoscritto che sta tentando di ricostruirla pian piano; è sempre molto difficile conciliare gli impegni di tutti, soprattutto se hai una vita abbastanza ricca di situazioni da affrontare.
Io ci sono e magari un giorno l’uomo ananas tornerà ad essere tanti.


LINK PineAppleMan!!!

https://pineappleman.bandcamp.com/

https://www.facebook.com/pineapplemanmusica/

 

 

FORMAZIONE BAND:

Marco Zordan: parole, voce, chitarra acustica ed elettrica, piano Marco Quaresimin: chitarra elettrica, cori Andrea Toldo: batteria Roberto Barumerli: basso, sintetizzatore Anna Cavedon: tastiere e cori Paolo Piovesan: cori addizionali e sintetizzatori

(La band ha all’attivo un EP (“PineAppleMan”), grazie al quale ha ricevuto diversi riconoscimenti come premio rivelazione 2013 al VicenzaNetMusic)

TRACKLIST

1 Eyes

2 Mirror

3 Light

4 Black Rabbit

5 Shine

6 Rubies

7 The way in the dark

8 We are pearls

9 Life goes on

10 Things to do