La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo. – Jimi Hendrix –

Archivio per maggio, 2018

PALERMO CHIAMA ITALIA E L’ITALIA RISPONDE “NO ALLA MAFIA!” -QUELLA GRANDE “MONTAGNA DI MERDA”-


Palermo Chiama Italia è la più grande manifestazione nazionale contro la mafia che ricorre il 23 maggio di ogni anno, data simbolo in in cui si commemorano le vittime delle stragi di Capaci (23 maggio 1992 17:58) e Via D’Amelio (19 luglio 1992 16:58), in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo,  Paolo Borsellino e gli uomini e donne della loro scorta.

19 luglio 1992 16:58, perdono la vita nella strage di Via D’Amelio Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonio Vullo

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23 maggio 1992 17:58, perdono la vita a Capaci Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro


23 maggio – 19 luglio un tempo cosí breve da unire per sempre le due stragi in un’ unica grande tragedia che ha sconvolto per sempre l’Italia.

LA MANIFESTAZIONE

A Palermo Chiama Italia ogni anno anno si riuniscono  giovani da tutte le scuole d’Italia per gridare all’unisono: “No alla mafia! ” , fatemi aggiungere quella grande “montagna di merda” – per citare Peppino Impastato -.

Si parte dal porto di Palermo ove attracca la “Nave della legalità”, dopo l’ascesa di oltre 1000 studenti, l’intervento di Maria Falcone, presidente della Fonzazione Falcone.

NAVE DELLA LEGALITA'

Poi via ai pullman: direzione Piazza Magione, “la piazza dei giovani”. Qui ci sono un palco e tanta musica. E’ il luogo dell’accensione della fiaccola per l’apertura delle finali nazionali di atletica leggera.

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Fra i vari stand dei corpi di difesa dello Stato (Carabinieri, Polizia ecc.), incontro Ivana Brusca,  20 Anni,  fa parte dell’esercito italiano da novembre.

IVANA BRUSCA

 

Quello che l’ha spinta ad arruolarsi è stato il desiderio di poter aiutare le persone, soprattutto in condizioni estreme, come nei disastri naturali. La determinazione di Ivana è grande. Ora si impegna a diventare carabiniere, seguendo le orme del fidanzato e sogna un giorno di presiedere alla sfilata della Festa della Repubblica  a Roma, cui partecipano solo i migliori. -Te lo auguro con tutto il cuore!-

L’ALBERO FALCONE

La parte centrale della manifestazione ove confluiscono i 2 cortei (uno da Via D’Amelio , l’altro dal carcere dell’Ucciardone).

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La gente urla: “Giù il lenzuolo! ” – quel lenzuolo bianco simbolo di protesta che i palermitani stendono ora come allora dai balconi per ribellarsi a Cosa Nostra.

Sul palco dell’ albero Falcone sono intervenuti il sindaco di Palermo, Pietro Grasso, Franco Gabrielli, Maria Falcone. Presenti le famiglie dei caduti e dei sopravvissuti.

Fra gli ospiti Teresa Mannino, che ha commosso tutti con il suo racconto.

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e poi l’esibizione di Giovanni Caccamo prima al piano poi a cappella.

IL MOMENTO DEL SILENZIO 17:58 E I NOMI DEI CADUTI

Probabilmente il momento più significativo della giornata. Ogni nome pronunciato un colpo al cuore di quelli che tolgono il respiro e  fanno riflettere sul passato sanguinoso e oscuro della nostra Italia segnata profondamente dalla mafia. Ma quei nomi rappresentano anche la speranza, i valori del coraggio della giustizia e dell’ onestà che ci danno la forza per combattere l’omertà, la paura e i soprusi della mafia, che spesso sembrano celarsi dietro alcune istituzioni, il lato oscuro dello Stato. Nonostante tutto sono stati fatti passi avanti nello sdradicamento del fenomeno mafioso, ma c’è ancora molto da fare.

TEATRO MASSIMO

Dopo la messa delle 19:00 in suffragio alle vittime, la giornata si conclude con il concerto al Teatro Massimo di Palermo con la banda della Polizia di Stato diretta da Maurizio Billi.  Presente anche Gaetano Curri degli Stadio.

TEATRO MASSIMOTEATRO MASSIMO CONCERTO

TEATROMASSIMO3

All’interno del Teatro Massimo si sono alternati momenti di allegria a bruschi tuffi nel passato attraverso i frammenti di alcune registrazioni originali della Questura di Palermo, datati 23 maggio 1992. A parlare era Antonio Montinaro, capo della scorta di Giovanni Falcone. A 26 anni dalla strage invece la voce è quella di Tina Montinaro, vedova dell’agente. “L’esplosione di Capaci continua su di me e sui miei figli”, risponde. Alla domanda: “Se Antonio fosse qui cosa direbbe ai giovani? ” risponde invece: “Si devono fidare dello Stato questi giovani, perchè lo Stato c’é”. La signora Tina lancia anche questo appello: “Le istituzioni devono fare il loro dovere, solo cosí i giovani si possono fidare”

 

 

 

 

 

CREDITI: diario di viaggio/reportage di Valeria Morabito, Spumeggiante Magazine -il blog libero e indipendente-

Foto di Valeria Morabito ed Eleonora Strangio.

 

RINGRAZIAMENTI

ELE E VALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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