La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo. – Jimi Hendrix –

MUSICA

ALL UNDER CONTROL – DISCO D’ESORDIO DEGLI ANTONIO’S REVENGE


All Under Control (Deepout Records), disco d’esordio della band Antonio’s Revenge si compone di 12 canzoni (4 già note al pubblico, perché all’interno dell’ EP “Times Square Lights”, completamente ri-registrate e ri-arrangiate e 8 pezzi inediti). Il disco è stato  interamente registrato, mixato e masterizzato presso gli studi “FabFour” di Pescantina (Vr) da Vittorio Pozzato (ex“Canadians”).

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Un rock travolgente, con sprazzi di metal/blues e dal carattere un po’ punk. All Under Control è un vero e proprio gioiellino della scena indie-rock italiana, capace di trasmettere carica e positività a chi l’ascolta. Non è mai noioso, al contrario trasporta l’ascoltatore in un vortice fuori controllo, fatto di diverse emozioni che si susseguono brano dopo brano. Disco che spazia da brani scanzonati e divertenti come One more beer e Weatherman a quelli più “delicati” come Between the lines o intimisti (Distance). Qualità dei musicisti eccelsa, voce profonda ed emozionale, con a tratti un graffio alla Brian Adams.

Questo disco è la prova che il rock in Italia non è morto! Anzi gode di una nuova rinascita grazie a questo gruppo che ha riportato alla luce sonorità dure e quasi psichedeliche.

Perché ascoltare All Under Control??? Per uscire dalla monotonia, per assaporare i suoni del brit pop uniti alle rudi melodie del rock americano, per tuffarsi in un mondo fatto di suoni e sensazioni uniche, il mondo degli Antonio’s Revenge!

 

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ALL UNDER CONTROL TRACKLIST

1 Better than myself

2 Reach you

3 One more beer

4 Little heaven’s hell

5 Between the lines

6 Distance

7 If I were you

8 Run out on you

9 Lies no longer

10 Weatherman

11 Dream of you

12 The kids had never been before so happy

                                                                                                            

  ANTONIO’S REVENGE BIO

Gli Antonio’s Revenge nascono da un progetto musicale di Giovanni Boscaini (Basso) e Alessandro Razzi (Voce-Chitarra), che ispirandosi a band come Pearl Jam, Kings of Leon, Travis, decidono di fondere il brit-pop al rock americano.

Il nome della rock band deriva dalla curiosa coincidenza tra Antonio, il nome del cane dell’ex batterista Andrea e la passione di Sergio (chitarrista) per le tragedie dello scrittore inglese John Marston, tra le quali quella di Antonio’s Revenge.

Essi pubblicano un album-demo “Ursula Hammond” in collaborazione con Edipo (nome d’arte di Fausto Zanardelli) e sarà proprio quest’ultimo a registrare l’EP “Times Square Lights” (2010), EP che regala diverse soddisfazioni agli Antonio’s Revenge:

-“Better Than Myself”, viene scelto dall’etichetta californiana 272 Records e inserito nella compilation “Riot on Sunset vol. 26”, inoltre raggiunge il 4° posto della classifica degli Mp3 più ascoltati su Wiple.

-“Shining Star” raggiunge il 2° posto sempre su Wiple (oltre 20.000 views).

E non finisce qui! La band partecipa a “LiveMi”, progetto di Red Ronnie, apre il concerto di Morgan alla Nave di Harlock (BS) ed ottiene una data tutta sua al Legend54 (MI).

Nel 2013 pubblicano il singolo “The kids!”, brano adottato come sigla di una trasmissione radio bresciana.

Tornati in studio con il nuovo batterista Pedro Perini, gli Antonio’s Revenge iniziano questa nuova avventura con “All Under Control” (12 brani: 4 già conosciuti perché contenuti nell’EP Times Square Lights più 8 inediti), uscito nel mese di novembr


CAPOBRANCO: un rock istintivo, primordiale, animale! E’ il sound del loro nuovo album ZOO


capobranco-copertinaDopo l’esordio del 2014 e oltre 40 concerti che li hanno portati fino alle Canarie, i padovani tornano con l’atteso secondo lavoro dal rock deciso e trascinante, sporcato da inconfondibili ritmiche funk. Sei tracce che evidenziano come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale. La civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

Genere: rock/funk/alt rock

Label: Jetglow Recordings

Distribuzione: Jetglow Recordings

 

Streaming https://soundcloud.com/user-134644730/sets/il-grande-zoo

 

Dopo l’esordio del 2014 e oltre 40 concerti che li hanno portati fino alle Canarie, esce Il grande zoo, l’atteso secondo lavoro in studio dei padovani Capobranco.

Il maxi EP di 6 tracce, pubblicato da Jetglow Recordings, è stato registrato allo Studio2 di Padova e prodotto da Cristopher Bacco.

Paragonati ai Tre Allegri Ragazzi Morti poiché un trio che inizia i concerti mascherato, ai Litfiba per il timbro della voce del cantante Alex Boscaro e ai primi Negrita per le sonorità e per i testi piuttosto diretti, i Capobranco esprimono un rock deciso e trascinante, evidentemente sporcato da inconfondibili ritmiche funk.

Il grande zoo è la coerente evoluzione dell’album d’esordio. Se il filo conduttore del primo disco era infatti la sarcastica celebrazione dello spirito animale che, da dietro le quinte, contamina la personalità di ciascuno di noi, in questo lavoro il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale. La civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

I testi in italiano, generalmente ironici e sarcastici a tal punto da risultare quasi caustici, di tanto in tanto si addentrano in ambiti più intimistici oppure sardonicamente critici nei confronti di alcuni aspetti della nostra società.

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Il lavoro di produzione di Bacco si è concentrato sul rendere le canzoni quanto più dirette e immediate possibile, esaltando allo stesso tempo il groove ritmico e la naturale chimica tra tre musicisti che suonano insieme da oltre un decennio (con un quarto componente formavano i The Vintage, attivi fino al 2009) e che caratterizzano e rendono indimenticabili le appassionate performance dal vivo.

Il disco è stato anticipato il 26 settembre 2016 dal video del singolo di lancio Il rock è fuori moda. Prodotto e realizzato da B-Movie Italia con la regia di Matteo Stefani, la clip porta sotto i riflettori parte della variegata fauna che abita nel grande zoo. Le mode cambiano, anche quelle musicali, e in molti scelgono di seguire le tendenze del momento. Il Capobranco invece reclama il proprio posto al sole senza snaturare la propria indole. Con una convinzione: la moda è ciclica e tornerà di moda il rock.

Il rock è fuori moda  https://youtu.be/gW1BADS-vS0

 

Il grande zoo è disponibile in formato CD, streaming e download digitale dalle piattaforme del settore.

 

Line-up

Alex Boscaro (chitarra e voce – già Babyruth e Craven);

Valerio Nalini (basso e voce – già The Vintage e Club11);

Enrico Carugno (batteria – Crackhouse e Human Tanga)

 

Tracklist

Benvenuti nel grande zoo

Miele di vespa

Citazioni

Il rock è fuori moda

La solitudine del fonico

Ad un tratto

Next Gigs

22.10.16 @ Il Blocco Music Hall, S. Giovanni Lupatoto (VR)

 

Biografia

Ritmo, passione, impatto. Paragonato ai Tre Allegri Ragazzi Morti perché è un trio che inizia i concerti mascherato, ai Litfiba per il timbro della voce del cantante Alex e ai primi Negrita per le sonorità e per i testi piuttosto diretti, il Capobranco esprime un rock deciso e trascinante, evidentemente sporcato da inconfondibili ritmiche funk. I testi in italiano, generalmente ironici e sarcastici a tal punto da risultare quasi caustici, di tanto in tanto si addentrano in ambiti più intimistici oppure sardonicamente critici nei confronti di alcuni aspetti della nostra società.

Il Capobranco nasce a Padova nel 2012 ed è formato da Alex Boscaro (chitarra e voce), Valerio Nalini (basso e voce) ed Enrico Carugno (batteria).

Dopo il ben accolto omonimo esordio del 2014 per Jetglow Recordings, il 20.10 2016 esce Il grande zoo, un maxi-EP di 6 tracce, coerente evoluzione del precedente in cui il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale: la civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

Il disco è stato anticipato dal video del singolo di lancio, Il rock è fuori moda, uscito il 26 settembre 2016.

 

Contatti

www.facebook.com/iCapobranco

 

Press Media Office

www.facebook.com/BlobAgency

 


LA VERA RIVOLUZIONE PUNK E’ UN DISCO DI PROTESTA! GREEN DAY – REVOLUTION RADIO


Revolution Radio finalmente out il nuovo disco dei Green Day!

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12 tracce in cui si mescolano punk, rock, elementi di metal e pop, ma anche ballad struggenti, il tutto ovviamente in puro stile Green Day.

Punx di tutto il mondo, preparatevi alla rivoluzione radio, attraverso un tuffo nel passato… al caro vecchio spirito di manifestazione di massa contro il sistema (americano) che non va! Alla protesta, la furia, la tristezza, l’indignazione, gli attacchi alla cattiva politica… Un disco scuoti coscienze contro il razzismo e la discriminazione verso le persone di colore… Per denunciare la troppa facilità con la quale negli USA impossessarsi di un’arma sia così facile,come bere un bicchier d’acqua.

Tutto questo è Revolution Radio… Ma non possono mancare certo gli spazi dedicati all’amore, come IN “Young Blood”, una canzone in cui il punk  diventa fucking sweet, non per nulla è la dedica che del cantante  Billie Joe Armstrong alla moglie Adrienne.

L’idea del disco ed in particolare della traccia number 3, la title-track “Revolution Radio” (2° singolo estratto), è nata nel 2014… Armstrong rimane bloccato in coda, a causa della protesta del movimento afroamericano Black Lives Matter, contro l’abuso di potere dei poliziotti bianchi e non può far altro che mescolarsi agli studenti, e con batteria e bongo accompagnare i giovani al grido <<No Justice! No Peace!>>.

Un album che dice addio alla tipologia concept, concentrandosi sul momento storico della società che cambia e del marcio che c’è dentro.

In toto un album validissimo, stile inconfondibile. Inutile rammentare la tecnica sempre e costantemente eccelsa sia dal punto di vista musicale che canoro -di Tre Cool (batterista), Mike Dirnt (basso e seconda voce), Billie Joe Armstrong (voce e chitarra principale), Jason White (seconda chitarra, menbro ufficiale dal 2012)-.

TRACKLIST “REVOLUTION RADIO”

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  • SOMEWHERE NOW
  • BANG BANG
  • REVOLUTION RADIO
  • SAY GOODBYE
  • OUTLAWS
  • BOUNCING OFF THE WALL
  • STILL BREATHING
  • YOUNG BLOOD
  • TOO DUMB TO DIE
  • TROUBLES TIMES
  • FOREVER NOW
  • ORDINARY WORLD

 

 

 


ROVAZZI!!! MA CHE C@@ZO FAI?!


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Già perché Fabio, forse non si rende conto – e neanche noi – che grazie all’immane successo di “Andiamo a comandare”,ci ha ormai contagiati tutti! Tutti la ballano, la cantano, tutti fanno parodie…

M perché?

“Andiamo a comandare” canzone discutibile… all’apparenza sciocca, per la sua indescrivibile… boh! Non si capisce bene, ma c’è un qualcosa che nonostante ti lasci allibito per la novità, il testo apparentemente demenziale, la musica (un EDM abbastanza valido), non facendoti comprendere come mai sia nella TopTen dei brani più scaricati ormai da mesi… Comunque non si riesce a rimanergli indifferenti.

Devo dire che l’ormai colonna sonora dell’estate di tutti noi (vuoi o non vuoi lo è diventata!), inizialmente non sapevo cosa fosse… Sentivo persone dire con arroganza: <<Andiamo a comandare!>>. <<Ma che è sta cosa?!>>, ho chiesto. <<E’ una canzone! E’ la mia preferita!>>, mi sono sentita rispondere.

Giovani, vecchi, bambini, la gente intorno a me continuava ad impazzire.

Mi è capitato di ascoltare in macchina, alla radio per caso una strana canzone techno, che parlava di un malato di musica e faceva quasi venire voglia di ballare…

Ma qual è il segreto di questo inimmaginabile successo??? (Disco d’oro solo grazie allo streaming e alle views su YouTube, nonché doppio platino).

Magari perché “Andiamo a comandare” è <<Meravigliosamente mediocre>>, per citare un film. (“Cado dalle nubi”, scena in cui la produttrice musicale vuole trovare a tutti i costi lo sconosciuto e strampalato Checco Zalone, per lanciarlo come cantante ora più che mai).

E invece mi rendo conto che la “malattia” di Fabio Rovazzi, dalla quale nessuno è immune, credetemi e non c’è via di scampo, ti prende semplicemente perché a conti fatti, la reazione sintomatica di “Andiamo a comandare” è: scatenarsi e ballare… e anche se non balli è ugualmente divertente. E anche se affermi che non è divertente per niente ti viene da sorridere comunque.

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Questo grazie alla capacità che ha il giovane video – maker noto sul tubo di far ridere. Guardate (anche se sicuramente lo avrete già fatto) il video, dove tra l’altro ci sono lo zio Ax e Fedez  :):) (con i quali Rovazzi ha collaborato e che lo hanno prodotto con Newtopia) e vi accorgerete che Rovazzi ha un suo perché… – Certo gli scienziati stanno ancora cercando di capire quale sia ma senza risultati… –

Quindi se uniamo la sua ironia al testo demenziale e ad una musica (di Merk & Kremont) dance, forte, cool e riconoscibile otterremo che Rovazzi è un genio! – Incompreso probabilmente – ma pur sempre un genio!

Perciò ti chiedo una cosa… Ma dimmi caro Fabio Rovazzi, tu che sei così giovane, quanto tempo hai studiato per inventarti una cavolata così geniale?

 


WALTER FONTANA: “SONO QUI” – ORA PIU’ CHE MAI!


“Mio padre un giorno ha detto: cadere è un privilegio: è lì che ti ritrovi solo e inizia un nuovo viaggio”. (cit. di “Sono qui” titletrack).

Proprio come dice Walter è iniziata con il suo nuovo album da solista “Sono qui” una nuova avventura, della quale il giovane cantante ci racconta la nascita, le varie fasi, le emozioni ed il percorso che dopo l’esperienza come leader dei Lost lo ha portato ad incidere un disco che urla al mondo ora più che mai “Sono qui”! 

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L’album esce venerdì 13 maggio, preceduto dal video del singolo “Perfetto” (per la regia di Vittorio Brumotti), prodotto da Palcido Salamone, distribuito da Universal Music Italia su etichetta discografica di Accademia Edizioni Musicali. Inoltre importanti collaborazioni: Giovanni Caccamo -il quale ha regalato a Walter il pezzo “Corro”- ed il rapper Jethro Sheeran (cugino di Ed Sheeran).

Il disco catapulta chi l’ascolta in un vortice di emozioni forti tramite canzoni che narrano di voglia di rivincita, storie d’amore andate male, senso di libertà infinita, voglia di vivere alla grande, di godersela e basta… senza pensare troppo al domani.

Musicalmente c’è tutto ciò che da sempre contraddistingue il cantante: pop, rock, rhythm and blues, dance (genere presente soprattutto nel brano “ Riempiamoci di stelle”, canzone dall’enorme potenziale dance, che probabilmente ascolteremo presto in tutte le discoteche italiane e non solo!).

E poi… all’interno dei testi esce fuori l’anima cantautorale eccelsa direi di Walter…

INTERVISTA

Chi sono gli artisti che ti hanno ispirato a tal punto da dire: <<Voglio fare il cantante?!>>.

Diciamo che l’incontro vero e proprio con la musica che mi ha proprio spinto a intraprendere questo percorso è stato nel ’99 quando è uscito il disco dei Blink182 “Enema of State”. Quando è uscito quel disco per me è cambiata proprio la visione della realtà che stava intorno a me. Da lì ho deciso: Okay smetto con tutto il resto! (Perché prima giocavo a calcio come tutti i ragazzini di quell’età, 14/15 anni) e ho detto prendo la mia prima chitarra e da qui voglio partire con questa mia nuova passione, che poi fortunatamente si è trasformata in qualcosa di più.

E com’è nato questo progetto del disco “Sono qui”?

Beh, questo nuovo album è nato in diverse fasi, nel senso che dopo i Lost avevo bisogno di ripartire sotto una nuova veste, quindi ho iniziato a scrivere nuove canzoni e a prendere spunto dalla mia vita… ho fatto un sacco di viaggi, ho conosciuto un sacco di persone e piano piano sono nate tante canzoni e di queste canzoni ne ho scelte 10 che sono tutte all’interno del nuovo album.

Da 1 a 10 quanto è autobiografico?

Siamo a 9, perché essendo cantautore riporto quello che vivo e vedo attorno a me, quindi è normale che ci sia gran parte della mia vita all’interno.

Il tuo è un disco con tante belle collaborazioni: Giovanni Caccamo, Jethro Sheeran… Come sono nate? Puoi dirci qualche aneddoto?

Con Giovanni già ci conoscevamo, perciò è stato bello lavorare con lui durante la fase di registrazione, mentre per quanto riguarda Jethro l’ho conosciuto tramite amici a Londra e quando poi gli ho fatto ascoltare un po’ della mia roba… ha ascoltato il mio nuovo singolo “Perfetto” e ha detto: <<Questo pezzo mi piace molto! Non so bene cosa stai dicendo in realtà, perché non conosco bene l’italiano, però voglio cantarci anch’io!>>. E allora ho tradotto la canzone e lui in un paio i giorni ha scritto la sua parte e l’ha registrata e quindi ha completato un po’ il puzzle.

Se ti dico al momento la parola Lost, cosa ti fa venire in mente?

Mi fa venire in mente tanti momenti che chiaramente non scorderò mai. Per me i Lost sono stati la mia seconda famiglia; abbiamo vissuto dei momenti che ragazzi della nostra età magari non vivono… Abbiamo vissuto una parte della nostra vita da sogno, perché comunque era quello che volevamo sin da quando eravamo dei ragazzini e aver visto trasformare tutto questo in qualcosa di grande è stato veramente bello e quindi sono ricordi che porto dentro di me e sicuramente non se ne andranno mai via.

Secondo te potrebbe esserci qualche rimpatriata, oppure ormai ognuno va per la propria strada…?

Attualmente abbiamo preso strade diverse e non c’è l’intento di fare una reunion, però in futuro  non si sa mai, magari un concerto non si sa, e non chiudiamo le porte… Io non ho mai chiuso le porte a nulla e a nessuno quindi bisogna seguire quello che la vita ci dà… Se la vita mi ha portato a questa mia fase… ad essere qui con un disco da  solista,  vuol dire che c’è un piano e quindi ogni persona deve andare avanti e dare il meglio di sé.

E quando potremo vederti live? Oppure hai già iniziato con i concerti?

Guarda adesso con questa nuova mia ripartenza devo farmi conoscere il più possibile sotto questa nuova veste che non è più Walter dei Lost, ma è Walter Fontana quindi è un cammino lungo, non facile ma sono pronto ad affrontarlo. Adesso ho fatto molti in-store tour all’interno dei centri commerciali e continueranno anche da settembre in poi e adesso ho qualche evento, ma i concerti veri e propri verranno più avanti in autunno o in inverno, perché comunque è un work in progress e bisogna stargli dietro.

A chi dedichi “Sono qui”?

Beh… a tante persone… In primis secondo me alla mia famiglia che comunque mi ha sempre supportato e aiutato sin da quando avevo messo in piedi i Lost, senza mai mettermi pressioni o altro e hanno sempre ascoltato la mia musica, mi hanno sempre appoggiato in ogni scelta, anche quando magari non erano facili. E poi chiaramente lo dedico a tutte le persone che hanno sempre seguito la mia musica e che ancora adesso sono qui di fianco a me.

E come ultima domanda… cos’è per te la felicità?

La domanda da un milione di dollari?!

Sembra facile, ma non lo è no…?

La felicità… la felicità  la puoi trovare in tante cose… tante volte si pensa che la felicità derivi da cose importanti, invece la ritrovi nelle piccole cose quindi stare con gli amici, suonare… per me chiaramente è poter suonare e stare sul palco. Quella per me è la felicità più grande.

Bellissima risposta! E grazie! Da Spumeggiante Magazine – il blog libero e indipendente-  :)!

Grazie a te!

 

PERFETTO, 1° SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “SONO QUI”

I BRANI

  1. INFINITO
  2. PIOGGIA D’AGOSTO
  3. QUESTO SONO IO
  4. PERFETTO
  5. SEI TU
  6. RIEMPIAMOCI DI STELLE
  7. LO SBAGLIO PIU’ BELLO
  8. BLU COBALTO
  9. CORRO
  10. SONO QUI

 

 

 

 


INTERVISTA A DANIELA NARDI: L’ANIMA ITALO-CANADESE DI “ESPRESSO MANIFESTO”


 

CANTOCover_bassa“Canto” (GRAF MUSIC/Audioglobe) è il nuovo disco di Daniela Nardi, l’eclettica cantante  italo-canadese amante dell’arte, della musica e della cultura a capo di “Espresso Manifesto”, forum culturale per gli italo-canadesi.

10 cover pop/jazz di alcuni dei cantautori del Bel Pese che il mondo intero ci invidia (Jannacci, Jovanotti, De André…), più un inedito scritto dalla stessa cantante/polistrumentista Nardi. Un grande omaggio all’Italia.

L’album che non ti aspetteresti. Le cover che non ti aspetteresti. Daniela Nardi riesce a trasportare l’ascoltatore a pieno nel suo mondo: quello del jazz puro, imbevuto di qualche punta di blues e punk rock. Disco cantato non solo inglese, ma anche in italiano e francese, in modo sempre impeccabile. La Nardi prende qualsiasi cosa e la fa completamente a pezzi! Rendendo suo ogni singolo brano, poiché è dalle ceneri dei brani “distrutti” che nascono le melodie più belle. Ed è questa la sua forza!

INTERVISTA

Devo dire che è un onore intervistare Daniela Nardi, una delle più belle voci jazz del panorama internazionale…

Può parlarci del suo background musicale…? A quali artisti si ispira?
Ho cominciato quando ero giovane, quando avevo 5 anni suonando il piano. Non ho mai pensato di cantare fino a quando ho iniziato a scrivere le mie canzoni. L’ho fatto più per necessità in quanto qualcuno doveva pur cantarle.

La sua versatilità stilistica è notevole: è passata dal punk, al latino, al jazz… ma quale dei vari generi predilige di più in assoluto?
Il pop è il genere musicale in cui mi sento più a mio agio. Quando ho cominciato scrivere sono stata profondamente influenzata della musica pop di Sting, The Police, Annie Lennox e The Eurythmics. Il Jazz è venuto dopo, quando sono andata all’università ed è stato come entrare in un Mondo nuovo.

 

Cosa l’ha spinta tra gli innumerevoli artisti italiani a scegliere proprio Jannacci, Jovanotti ecc..? C’è qualcosa che in qualche modo li accomuna a lei?
Ho tanto rispetto per tutti perché sono artisti incredibili. Credo che ognuno parli a una parte di me ma devo dire che Jannacci e Conte siano i più vicini al mio lato poetico e De André al mio lato riflessivo
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Com’è stato lavorare accanto ad artisti come Downes, Travasso, Bosso e Mirabassi? E soprattutto com’è lavorare con il proprio compagno di vita, nonché grande pianista Ron Davis?
Lavorare con questi musicisti così bravi è veramente un sogno. Sono artisti incredibili ma anche persone davvero gentili. Io e mio marito siamo persone molto diverse e abbiamo un modo di lavorare insieme che è molto particolare. Non è sempre facile però abbiamo l’esperienza per capire quando è necessario dire qualcosa e quando è preferibile lasciar perdere. Forse è un segno di maturità 🙂

 

Daniela lei artista a tutto tondo è anche a capo di “Espresso Manifesto: Musica, Arti, Cultura”… per chi non lo conoscesse, può spiegarci come e perché nasce questo salone della cultura?

Per noi Italo-Canadesi, non è semplice divulgare la nostra cultura contemporanea allora ho voluto creare un forum per creatori di origini Italo-Canadesi contemporanei.


La sua canzone preferita di sempre?
Semplice: Roxanne dei The Police….

 

Se potesse fare un duetto con un artista del Bel Paese… chi sceglierebbe?
Ci sono tanti cantautori notevoli, autori bravissimi però fare un duetto con Vinicio Capossela sarebbe stupendo!

Quando potremmo vederla esibirsi live?
Suonare in Italia sarebbe un sogno per me. Voglio venire in Italia per un tour perché’ la cosa che mi ha piacevolmente sorpreso è stata l’accettazione del mio lavoro e il grande apprezzamento. Molto italiani mi hanno detto che ho fatto loro un regalo reinterpretando queste canzoni e questo pensiero mi ha davvero commosso.

 

Un mondo senza musica sarebbe?
Un mondo triste.

 

Per chiudere a chi dedica “Canto”?
Come sempre alla mia mamma, Rosetta… che amava la musica con tutta la sua anima.

Grazie mille signora Nardi.
Grazie a voi!

TRACKLIST DI “CANTO” DANIELA NARDI

1: Punto – Jovanotti

2: Giovanni Telegrafista – Enzo Jannacci

3: Senza Paura – Ornella Vanoni

4: Tout L’amour – Caterina Valente

5: A Story Gone Wrong – Fabrizio De Andrè

6: Giudizi Universali – Samuele Bersani

7: Gira e Rigira – Joe Barbieri

8: Beautiful That Way – Noa

9: Oublions Nous (Dimentichiamoci) – Bungaro

10: Amami Ancora – Daniela Nardi (inedito)

11: Canzone Per Te – Sergio Endrigo

 

Giovanni Telegrafista

 


VORREI MA NON POSTO


E lo zio del rap italiano per antonomasia, J-Ax è tornato! (Reduce dal megagalattico successo del suo ultimo disco “Il bello d’esser brutti”) e lo fa con un altro personaggio hip-hop: Fedez.

Alessandro e Federico messi insieme spaccano tutto come una boma e fanno il BOOM!!! -di ascolti, di visualizzazioni.

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Per il tormentone dell’estate soltanto 4 parole: VORREI MA NON POSTO, singolo che anticipa l’attesissimo album dei due, che con la loro ironia ci ricordano che siamo sbarcati nell’era dell’ “homo social dipendente”. Riconoscerlo è facile: testa bassa, occhi vitrei incollati ad un aggeggino luminoso, che a forza di essere utilizzato potrebbe causare oltre all’ipnosi permanente, anche il tunnel carpale giovanile! Oltre che la selfie-dipendenza e in alcuni casi provocare versi simili a quello dei canarini: tweet-tweet… Per non parlare dell’isteria causata dalla perdita di connessione!!!! (AUITOOOOOO!)

Ma grazie a dio esistono ancora persone che oltre a postare, re-tweetarare e condividere, credono ancora che sia possibile vivere più di 24h senza smartphone… Oppure no?

 


SHINE UN’ “ESPLOSIONE DI STATI D’ANIMO”


Shine-PineAppleMan

Shine uscito nel gennaio 2016 è il primo disco della band PineAppleMan, capitanata dall’ ”uomo ananas” Marco Zordan, vicentino doc, cantante dalla voce profonda e ricca di sfumature, capace di variare dal suono dolce e quasi sussurrato, a quello più graffiato nei pezzi più strong. Nella canzone che da il titolo all’album, “Shine”, il modo in cui viene cantata questa singola parola, sembra quasi che riempia tutta la stanza, e l’ascoltatore si ritrova di colpo ancor di più nel mondo dei PineAppleMan. E poi musicisti davvero bravi, che regalano fantastici assoli di chitarra (“Rubies”) o brevi, ma intensi momenti di sola musica, come nella settima track “The way in the dark”: 48 idilliaci secondi di solo piano. Ecco come si suol dire “la potenza della musica” eh! Unico difetto: la brevità, ma d’altronde, qualsiasi aggiunta sarebbe stata inutile, perché The way in the dark  è già perfetta così.

Disco puramente Indie Rock anche se racchiude in sé  diverse influenze stilistiche, che variano dal folk-rock più soft, a quello con sfumature metal. Ascoltandolo si percepisce una specie di sofferenza di fondo quasi blues, ma che a tratti sembrerebbe sfociare nel dark/metal, senza trascurare mai la vena cantautorale profonda che riemerge dai testi non poco significativi. Testi che raccontano storie comuni, di amore, sofferenza, gioia, rabbia, insomma una vera e propria “esplosione di stati d’animo”, come viene spiegato nella breve intervista qui sotto…

 

Chi sono e come nascono i PineAppleMan?

I Pineappleman nascono dalle ceneri di Marco Zordan, cantautore dell’alto vicentino, che ad un certo punto decide di dare un senso maggiore al progetto implementando i componenti per formare una vera e propria band, abbandonando le sonorità acustiche e avvicinandosi ad un indie rock d’oltremanica.

PineAppleMan… nome curioso… cosa sta a significare?

Diciamo che non ha un significato intrinseco, agli inizi, durante la stesura dei primi pezzi sembrava un nome famigliare, che si potesse ricordare. E’ stato scelto solo ed esclusivamente perché “suonava bene”

Il vostro è un disco che definite passaggio dal buio dei rimpianti,della rabbia e delle aspirazioni mancate alla luce… Cos’è per voi la vera luce nella vita?

Una vera luce non esiste, esistono le esperienze della vita che ti permettono di scoprire nuove cose e soprattutto permettono di farti scoprire non solo i limiti degli altri, ma anche i tuoi, in una comunione d’intenti che si trasforma in luce solo dopo una sintonia importante e vissuta, questa è la luce e la sto seguendo, alla ricerca di un posto migliore, forse, dove stare.

Oggi quanto è difficile essere se stessi al 100% (discograficamente parlando) senza cedere a compromessi?

Dipende dal carattere principalmente di una persona.
I giovani di oggi tendono a sentirsi importanti dopo magari il primo concerto con gli amici, fatto esclusivamente di cover, quando invece la vera musica e quindi l’essere se stessi a livello musicale per come lo intendo io è ben altro; non cedere a compromessi è anche un percorso di maturità, che costa sacrificio e impegno e riceve il suo massimo esponente, il punto più alto, quando coesiste fra tutti i membri della band un’idea nel fare musica che porta a ricevere soddisfazione e appagamento solo nel semplice atto di suonare.

Se dico “Shine”, la prima cosa che vi viene in mente è…?

Esplosione di stati d’animo.

Quando potremo vedere i PineAppleMan live?

Ad oggi, più precisamente all’uscita del disco, la band non esiste più, è rimasto il sottoscritto che sta tentando di ricostruirla pian piano; è sempre molto difficile conciliare gli impegni di tutti, soprattutto se hai una vita abbastanza ricca di situazioni da affrontare.
Io ci sono e magari un giorno l’uomo ananas tornerà ad essere tanti.


LINK PineAppleMan!!!

https://pineappleman.bandcamp.com/

https://www.facebook.com/pineapplemanmusica/

 

 

FORMAZIONE BAND:

Marco Zordan: parole, voce, chitarra acustica ed elettrica, piano Marco Quaresimin: chitarra elettrica, cori Andrea Toldo: batteria Roberto Barumerli: basso, sintetizzatore Anna Cavedon: tastiere e cori Paolo Piovesan: cori addizionali e sintetizzatori

(La band ha all’attivo un EP (“PineAppleMan”), grazie al quale ha ricevuto diversi riconoscimenti come premio rivelazione 2013 al VicenzaNetMusic)

TRACKLIST

1 Eyes

2 Mirror

3 Light

4 Black Rabbit

5 Shine

6 Rubies

7 The way in the dark

8 We are pearls

9 Life goes on

10 Things to do

 


R.I.P. Prince


RIP PrinceUna di quelle notizie che non si vorrebbero mai annunciare… (Dopo la grave perdita del mondo musicale di 😥 David Bowie..  ) Il 21 aprile 2016 il principe del pop di Minneapolis è morto… 😥 😥

Roger Nelson, conosciuto da tutti come  Prince (57 anni) si è spento nella sua casa di Minneapolis, in Minnesota. Il corpo è stato ritrovato in un ascensore degli studio di Chanhassen, dove il cantante registrava le sue canzoni. Non solo cantante, ma artista eclettico: polistrumentista, produttore discografico, regista e attore; insomma un’artista a tutto tondo, che ha saputo regalare al mondo un pezzo di storia della musica.

In un primo momento vicino alla sua morte aleggiava (e probabilmente aleggerà per sempre) la medesima nebulosa di mistero, che nasce ogni qualvolta muore un grande artista. Overdose di oppiacei? Vita al limite? Chi lo ha conosciuto sa della sua filosofia di vita  vegana, salutista e contraria a qualsiasi tipo di droga o ubriachezza. Dall’autopsia non risulta alcun segno di suicidio. No comment riguardo la presunta overdose. Ma si sa, per i qualche strano motivo per molti il mistero è condannato a restare per sempre…

Prince,

 genio della musica, grazie alla sua versatilità stilistica, che va dal pop al rock al funky/soul e non solo,

 al 27° posto tra i migliori 100 artisti secondo la nota rivista Rolling Stone

e pioniere della vendita on-line.

Artista che ha saputo regalare al mondo brani come Kiss e Purple Rain.

Ci piace pensarlo insieme ai grandi della musica con questa frase di Purple Rain:

“Se sapete di che cosa sto cantando quassù
Alzate le vostre mani”

 

 


THE FALLS – MIND THE GAP


 

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Mind The Gap (Agoge Records) è il disco d’esordio della band romana The Falls, composta da Francesco Lattes (voce), Riccardo Alemanno (synth, chitarre), Aurora Di Rocco (batteria), Nello Castellano (basso) e Simone Fedi (chitarre).

10 tracks, che spaziano dal brit pop all’indie di fine 2000, alla new wawe, con qualche sfumatura swing. Stili differenti che seguono il medesimo filo conduttore, ovvero lo “UK style”. Primo singolo estratto in rotazione radiofonica: “Superman”.

Un album allegro e spensierato, che si ascolta tutto d’un fiato.

La forza di Mind The Gap è proprio il ripercorrere (per celebrare), ben quattro decenni di musica d’oltre Manica, attualizzando le sonorità attraverso elementi elettronici, e abbracciando la filosofia dell’ “easy-listening”, come la definisce la band. Ma attenti! Non è affatto easy la fusione di cotanti stili. E’ importante fare un meticoloso lavoro su ogni piccola sfumatura e dettaglio, per ottenere come risultato un album ricco di sonorità innovative (come “Just To Make It”), di pezzi che danno anche ampio spazio alla musica, come ad esempio l’assolo di chitarra in “Run Away”, a intensi pezzi come “Alive” e cambi di registro che passano dal rock più duro allo swing retrò, per poi ritornare alle origini rock (“Running Out With Time”).

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Intervista

Potrei chiedervi a cosa si deve il vostro nome “The Falls”? Come mai tale scelta?

Le canzoni sono state scritte da Riccardo e Francesco nell’autunno dell’anno scorso e sempre in autunno la band annunciava l’uscita del disco. Così il nome del gruppo – “The Falls” – è nato probabilmente per il potere evocativo della parola: l’autunno, ma anche per richiamare altre immagini naturali tipiche di un paesaggio lontano dagli scenari urbani che condividevamo: una sorta di “salto” mentale verso una dimensione armonica e spensierata.

Secondo voi ci sarà (o forse c’è già) un ritorno alle sonorità britanniche, nel panorama musicale italiano e non…?

C’è già una internazionalizzazione della musica e un progressivo abbandono delle musiche dal suono “tradizionale”, probabilmente grazie ai nuovi sistemi di distribuzione digitale e di condivisione dei gusti musicali che avvicinano le distanze e che anche noi prediligiamo per far conoscere la nostra musica.

A quali gruppi o cantanti vi ispirate?

Tutti noi amiamo profondamente la musica che, raccogliendo le eredità del beat e della new wave si è poi materializzata nel britpop e nell’indie rock: principalmente perché sono generi che hanno saputo coniugare melodie cantabili, ritmiche ballabili e ricerca sonora, dando vita a brani che sono rimasti impressi nelle menti e che tuttora ci fanno ballare e cantare, e da decenni. Le influenze sono, così, moltissime ma restringendo la cerchia ai modelli che hanno effettivamente influenzato i The Falls, almeno per quanto riguarda l’album “Mind The Gap”, dovremmo certamente citare i Beatles, Freddie Mercury ed i Queen, Joy Division, The Cure, David Bowie, The Smiths, Blur, Franz Ferdinand, Kasabian.

3 parole per descrivere l’essenza di Mind The Gap?

Non è facile individuare le caratteristiche di un lavoro che è nato spontaneamente. Ad ogni modo, a mano a mano che l’album prendeva forma ci rendevamo conto che il lavoro acquisiva sempre più le caratteristiche dell’immediatezza, della cantabilità e della leggerezza che vive all’interno di ognuno di noi e che non aspetta altro che spunti per esprimersi.

 

 

“Superman” –  1° singolo estratto

-La storia dell’uomo perfetto che vive in funzione della felicità della propria donna, pronto ad accettare qualsiasi compromesso, sacrificando se stesso, finché un giorno decide di mollare tutto per un po’ e prendersi una vacanza-

 

 

LINKS THE FALLS 🙂 ! TheFalls_02_b

Sito Ufficiale=> wearethefalls.eu

Pagina FB ufficiale=> facebook.com/thefallsitaly

TRACKLIST MIND THE GAP

1.Superman
2.  Homesick
3.  It’s Up To You
4.  Let The Music Be Your Saviour
5.  Run Away
6.  Beware Of The Empty
7.  Just To Make It Clear
8.  Alive
9.  The Call
10. Running Out With Time