La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo. – Jimi Hendrix –

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LA MALERBA NON MUORE MAI! E MENO MALE!!! – Intervista alla band bolognese in occasione del nuovo disco “DerivAcustica”


I MALERBA

I MALERBA

“DerivAcustica” è il secondo disco dei Malerba gruppo indie rock bolognese che agli esordi era un duo, formato dal cantante Valeriano ed il chitarrista Eros, mentre adesso è un fantastico quartetto con l’entrata di Jamir (basso) e Gianluca (percussioni, batteria e backing vocals). Il disco sarà disponibile per download gratuito su Google Play Store mentre su iTunes sarà disponibile al prezzo di vendita minimo permesso dal negozio.

Come ogni band indie che si rispetti l’album (out dal 9\12\2017) è stato interamente autoprodotto, solo il mastering è stato affidato al Creative Mastering di Forlì. Esso contiene 4 pezzi contenuti in “La Deriva dei sogni” (2015) disco d’esordio della band più un inedito “I tempi in cui eravamo liberi”. Tutti e 5 i brani sono rigorosamente in versione acustica, in questo modo l’ascoltatore riesce a carpire molte sfumature in più nei brani rispetto alla versione del primo disco. DerivAcustica è un disco che FA RIFLETTERE E SCUOTE LE COSCIENZE attraverso temi sociali ed attualissimi. Di tutte e cinque le tracce “Francine” è probabilmente la chiave di volta di ”DerivAcustica”, nonché del precedente ”La deriva dei sogni”, poiché diventa la personificazione stessa della deriva in cui si ritrovano tutte le vittime di inaudite violenze che ancora oggi non trovano pace per l’assenza della verità. Nello specifico la canzone è ispirata al caso di Emanuela Orlandi, ma ovviamente non si riferisce solo a lei. Ma questo e molte altre curiosità ce le spiegano meglio i Malerba attraverso il loro portavoce Valeriano Bruni nella bellissima intervista fatta a questa grande band portatrice di buona musica nostrana.

INTERVISTA AI MALERBA

1.Chi sono i MALERBA? E soprattutto perchè avete deciso di chiamarvi così?

Pur essendo partiti in due ci siamo sempre considerati una band. Forse perchè l’idea di musica che volevamo fare doveva avere un respiro ampio, non solo musicale ma proprio di concetto, da tanti anni infatti entrambi abbiamo condiviso esperienze musicali in gruppi e questo ci ha lasciato dentro, probabilmente, una visione ed una esperienza di insieme tipica del concetto di “Band” e nemmeno troppo minimalista.
Dopo il primo album, poi, è diventata ancora più urgente la necessità di esprimere le canzoni che avevamo scritto nel contesto vero in cui le avevamo pensate ed è diventata ancora più grande la voglia di proseguire in questa strada costituendo una band effettiva.
I buoni amici sono rari, i buoni musicisti ancora di più ma fortunatamente io ed Eros avevamo entrambi a portata di mano qualcuno che si era dimostrato in entrambe di queste qualità e, di conseguenza, l’ingresso di Jamir e Giangio ha rappresentato un piacere ed una fortuna.
Malerba suonava bene, Malerba rappresentava un concetto che era affine a ciò che volevamo raccontare con le nostre canzoni e se vogliamo scomodare il grande De Andrè è un concetto affine al suo “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. E in questo caso ci consideriamo parte di quelle “erbacce” che non hanno il privilegio di essere fiori né diamanti ma cercano di vivere la vita come possono cercando di strappare un po’ di poesia ad ogni giorno che passa.

2 Quali sono le vostre influenze musicali?

Un punto di riferimento certo per la scrittura dei testi è sicuramente il grande cantautorato italiano soprattutto nella figura di Fabrizio De Andrè.
Per quanto riguarda la musica diciamo che le influenze sono varie ed anche disparate, ma tutto composto nel senso di trarre ispirazione per fare musica e non di certo per assoggettarsi ad un genere.
Potremmo comunque citare artisti e gruppi di grande spessore ma la lista sarebbe molto lunga, infatti dove c’è e c’è stata buona e grande musica, diciamo, abbiamo sempre succhiato latte come se fosse un bel seno. Il grande rock inglese e americano, il blues e tanto cantautorato e new wave di casa nostra e non solo. Forse una menzione speciale merita il prog che Eros ha masticato bene ed ha saputo calibrare le sue influenze nella nostra musica rendendo più originale il nostro stile, a piccole dosi ma dove serve.

3 Come è nata l’emozionante canzone “Tra le pagine”? E’ dedicata a qualcuno in particolare?

Elio Fabbri mio zio. Non è un personaggio famoso ma è uno di quegli uomini che ha lavorato intensamente tutta la vita senza fermarsi un attimo. Aveva uno stabilimento balneare a Milano Marittima, d’estate faceva la stagione e d’inverno il muratore. Tre figli tra i quali Alberto, il più piccolo, che ha dovuto salutarlo appena diciottenne perchè un male incurabile si portò via Elio troppo velocemente e dolorosamente.
Gli occhi di Alberto in quei momenti raccontarono a me (Valeriano) un dolore di una perdita che non era considerata ma nemmeno percepita pienamente sul momento. Ma ci fu ben altro, quegli occhi dicevano che tutto ciò che suo padre gli aveva insegnato e passato come un testimone sarebbe svanito nel tempo man mano che si allontanava il momento terribile di quella morte.
Pur sapendo che l’unico modo per conservare il ricordo di suo padre era proseguire da dove lui si era fermato, nel lavoro e nella dedizione ad esso, Alberto aveva paura che la voce e l’immagine di suo padre sarebbero svaniti nel tempo senza ancora aver capito pienamente che cosa era successo.
Il dolore di una perdita non è raccontabile, forse solo la paura e la strada da percorrere dopo con coraggio lo è, in qualche modo.
Da questo prende spunto la canzone.

4 Riguardo l’argomento della canzone “Francine”, (che rappresenta tutte le povere vittime di femminicidio), cosa pensate stia accadendo alla nostra Italia? Cosa spinge a tali gesti d follia e cosa potremmo fare per cambiare veramente le cose?
Francine è ispirata al caso specifico di Emanuela Orlandi ma si è voluto chiamarla con questo nome appunto perchè non si riferisse solo a lei.
In realtà la canzone non parla solo del terribile dramma del femminicidio ma si estende anche alla coscienza morale della società che ruota intorno a questi casi che invece di indignarsi e cercare la verità ad ogni costo si lascia intontire dal fatto relegandolo alla semplice dimensione di “scandalo” che fa muovere più la curiosità e il senso del mistero più che muoversi effettivamente contro quelle forme di potere che permettono queste cose o le insabbiano per motivi politici.
Francine può essere figlia, nell’intenzione, di “Una storia sbagliata” di De Andè. Anche li la morte di Pasolini viene raccontata dal punto di vista di una società attenta più al gossip che alla ricerca della verità.
Francine è la personificazione della DERIVA DEI SOGNI, una ragazza alla quale è stato strappato tutto, anima e vita per qualcosa che, ancora oggi, possiamo solo intuire o ipotizzare.
Nessun potere vale la vita di qualcuno.
Le canzoni però non possono cambiare il mondo anche se, credo, possono essere utili a riflettere.

5 Quanto è autobiografico l’inedito I TEMPI IN CUI ERAVAMO LIBERI?

Potremmo definire questa canzone una specie di autobiografia di una generazione.
Viviamo in tempi di grandi dispersioni nonostante non siamo mai stati così informati di tutto grazie alla multimedialità istantanea e i social network che, ormai, fanno parte ogni secondo della propria vita. Eppure oggi c’è la percezione che sia più facile perdersi che un tempo, forse perchè credere di sapere tutto nell’immediato ma senza approfondire ci crea la paura di sapere tutto definitivamente, chissà, ma di certo la nostra generazione mostra troppa disillusione, apatia, scarso entusiasmo su cose che quando si era ragazzi regalavano profonde emozioni.
O almeno è quello che si percepisce talvolta. Forse i tempi in cui eravamo liberi rappresentano tutti i desideri che abbiamo contribuito a non realizzare sedendoci nell’abitudine…
…forse, ma di certo gli occhi di una donna che non si arrende all’abitudine e continua a spingerci a sperare sono una salvezza che dovremmo imparare a vedere più spesso.
Perchè una donna non si arrende mai come può fare un uomo.

6 A chi dedicate il vostro progetto DerivAcustica?

Dedichiamo questo lavoro a chi ha ancora voglia di cercare e non fermarsi.
A noi stessi per l’impegno che ci ha coinvolti nel farlo e per essere riusciti a farlo in tempi in cui produrre musica è difficilissimo se sei indipendente.
A tutti quelli che ci sostengono ed apprezzano ciò che facciamo che, ogni giorno, piano piano, sono sempre di più.
E a chi amiamo per la pazienza e il sostegno che ci hanno dimostrato perchè sia possibile realizzarlo.

7 Quando potremo vedervi live?

Annunceremo date e nuovi progetti sempre sui nostri profili Facebook e Istagram MALERBA THE BAND.
Molto presto cominceremo a riportare in giro la nostra musica.

 

I Malerba:

Valeriano Bruni (voce e chitarra acustica) ErosGandolfi (chitarra acustica ed elettrica)J JamirGandolfi (basso acustico ed elettrico)    GianlucaVitali (batteria, percussioni e backing vocals)

Tracklist DerivAcustica: 
1- L’orizzonte degli eventi
2- Francine
3- Ignoro che tolleri odio che giudichi
4- Tra le pagine
5- I tempi in cui eravamo liberi (inedito)
Contatti: Facebook e Instagram: Malerba – The Band

 

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SONG OF THE WEEK: THE SKY IS A NEIGHBORHOOD – FOO FIGHTERS


THE SKY IS A NEIGBORHOOD – FOO FIGHTERS

 

“The Sky Is a Neighborhood”  dei “Foo Fighters” è il secondo singolo estratto dall’album “Concrete and Gold”, (nono album in studio della band prodotto da Gerg Krustin out dal 15 settembre 2017).

FOO FIGHTERS FORMAZIONE

Dave Grohl (voce, chitarra ritmica)

Chris Shiflett (chitarra solista, cori)

Pat Smear (chitarra)

Nate Mendel (basso)

Rami Jaffee (pianoforte, tastiera)

Taylor Hawkins (batteria, cori)

Foo Fighters - The Sky Is a Neighborhood

Foo Fighters – The Sky Is a Neighborhood

 

Basta ascoltare questa canzone per capire che il gruppo alternative rock fondato nel 94’ da Dave Grohl (conosciuto come storico batterista dei Nirvana) si riconferma uno dei migliori della scena rock contemporanea…

Inizio bomba! Energia pura!!! Che non si ferma, ma sale e continua a salire sempre di più con questa fantastica batteria…. Un ritornello ancora più potente che ti trascina nel quartiere celeste che canta Grohl. Tecnica musicale impeccabile, fantastica chitarra. Ritornello potente l’ho già detto?? Ma la cosa bella è che non è questo il fulcro della canzone, bensì TUTTA la traccia che più va avanti e più è un piacere all’ascolto.

“The Sky Is a Neighborhood” (“Il cielo è un quartiere” ) descrive il paradiso come un big bang (Heaven is a big bang now/ Il paradiso è un big bang adesso), che sembra scagliarsi contro un mondo terreno pieno di angosce e preoccupazioni (Trouble to the right and left/ Whose side you’re on? Problemi a destra e sinistra/ Tu da che parte stai?), ma che infondo più che scagliarsi contro di noi, vuole avvolgerci nella sua bellezza, con le sue stelle, proprio come accade nel videoclip diretto dallo stesso frontman Grohl. Ci sono due bimbe Violet (11) e Harper (8), figlie di Dave, che iniziano a sfogliare una specie di libro magico e come per incanto il cielo ed i suoi “abitanti Foo Fighters” illuminano la casetta delle due sorelle, spazzando via ogni tristezza con le loro luci colorate.

Com’è nata la canzone…? Sembra banale ma è grazie alla più grande e potente fonte di ispirazione che esiste da tempo immemore e che ancora oggi per chi sa osservare bene è capace di rivelarci tante idee che nemmeno consideravamo possibili… : il cielo

LA GENESI DI “THE SKY IS A NEIGHBORHOOD” RACCONTATA DA GROHL

“Una notte ero semplicemente sdraiato a guadare le stelle e ho iniziato a considerarle come dei luoghi abitati tanto quanto la Terra, da lì l’idea che il cielo sia un vicino e che noi dobbiamo cercare di restare uniti nonostante tutto lo schifo che ci circonda per sopravvivere in questo universo ricco di vite parallele. Ma non avevo ancora la musica. Avevo solo il titolo. Così me ne andavo in giro ogni giorno cercando di canticchiarmi qualcosa in testa”.

 

 

 


Rock in Peace Malcom Young – Addio allo storico chitarrista degli AC/DC


Malcom Young chitarrista degli AC/DC

Malcom Young chitarrista degli AC/DC

Il mondo del rock ha perso per sempre un altro immenso artista co-fondatore di una delle band più importanti della scena internazionale, stiamo parlando del chitarrista Malcom Young degli AC/DC che purtroppo ci ha lasciati il 18/11/2017 all’età di 64 anni, da qualche anno aveva abbandonato le scene perché soffriva di demenza senile.

Così il fratello minore Angus e tutta  la band hanno annunciato pubblicamente la triste notizia… Vi lasciamo con queste parole che meglio di qualsiasi altre descrivono il grande uomo che era il signor Young…  Rock in Peace Malcom!!!

“Oggi è con profonda tristezza nel cuore che gli AC/DC annunciano la morte di Malcom Young.

Ha sofferto per anni di demenza senile e se n’é andato in pace circondato dall’affetto della sua famiglia.

Malcom da lungo tempo con Angus, è stato il fondatore e creatore degli AC/DC.

Con enorme dedizione e impegno è stato la forza trainante della band.

Come chitarrista, compositore e visionario è stato un perfezionista e un uomo unico.

Ha sempre tenuto duro e ha fatto e detto esattamente  ciò  che ha voluto.

Era orgoglioso di tutti i suoi sforzi.

La sua lealtà con i fans era insuperabile.

 

Come suo fratello è difficile  esprimere a parole cosa ha significato per me durante la mia vita, il legame che avevamo era unico, veramente speciale.

Lui lascia un’enorme eredità che vivrà in eterno.

Malcom, lavoro ben fatto.”

(fonte Face Book official degli AC/DC)

 

 

 


SONG OF THE WEEK: CUPID – THE BIG MOON


La canzone scelta per questa settimana è “Cupid” della band inglese di sole donne “The Big Moon” il brano fa parte del loro album di debutto “Love in the 4th Dimension” out dal 6 aprile 2017, prodotto da Catherine Marks, etichetta Fictions Records.

E’ una canzone che le presenta e rappresenta al mondo intero attraverso l’energia, la sfrontatezza e la ribellione che solo un gruppo nascente rock può avere (-okay! Avete ragione: non solo una band alle prime armi è così scoppiettante come agli albori… ma sono poche ad avere tale pregio…!-).

Tornando alle 4 girls… che presentiamo ora un po’ meglio… signore e signori The Big Moon: Juliette, Soph, Celia e Fern, che un bel giorno del 2014 mettono su una band grazie alla front woman Juliette Jackson, buttandosi a capofitto nell’Indie rock, poi nel 2016 esce l’EP “The Road”, (contenente Cupid e altre 5 tracce presenti nell’attuale disco d’esordio). Attualmente le ragazze fanno strage di sold out con il loro tour internazionale di promozione disco.

 The Big Moon in qualche modo sembra

The Big Moon - Cupid

The Big Moon – Cupid

rappresentare l’essere donna fuori dagli schemi e lo fa anche attraverso il video di “Cupid”, che narra di donne annoiate, un po’ menefreghiste, con un look volutamente trasandato, che danno il meglio di se solo quando si vedono arrivare addosso qualsiasi cosa: dalla farina alla vernice ai coriandoli.

In sostanza “Cupid” è un gran bel pezzone rock al femminile di quelli che era da un po’ che non se ne sentivano e che potrebbe anche non essere l’unico della band…

Dunque non fermatevi ad un solo brano! Ma andate ad ascoltare l’intero album perché The Big Moon MERITANO!


ALL UNDER CONTROL – DISCO D’ESORDIO DEGLI ANTONIO’S REVENGE


All Under Control (Deepout Records), disco d’esordio della band Antonio’s Revenge si compone di 12 canzoni (4 già note al pubblico, perché all’interno dell’ EP “Times Square Lights”, completamente ri-registrate e ri-arrangiate e 8 pezzi inediti). Il disco è stato  interamente registrato, mixato e masterizzato presso gli studi “FabFour” di Pescantina (Vr) da Vittorio Pozzato (ex“Canadians”).

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Un rock travolgente, con sprazzi di metal/blues e dal carattere un po’ punk. All Under Control è un vero e proprio gioiellino della scena indie-rock italiana, capace di trasmettere carica e positività a chi l’ascolta. Non è mai noioso, al contrario trasporta l’ascoltatore in un vortice fuori controllo, fatto di diverse emozioni che si susseguono brano dopo brano. Disco che spazia da brani scanzonati e divertenti come One more beer e Weatherman a quelli più “delicati” come Between the lines o intimisti (Distance). Qualità dei musicisti eccelsa, voce profonda ed emozionale, con a tratti un graffio alla Brian Adams.

Questo disco è la prova che il rock in Italia non è morto! Anzi gode di una nuova rinascita grazie a questo gruppo che ha riportato alla luce sonorità dure e quasi psichedeliche.

Perché ascoltare All Under Control??? Per uscire dalla monotonia, per assaporare i suoni del brit pop uniti alle rudi melodie del rock americano, per tuffarsi in un mondo fatto di suoni e sensazioni uniche, il mondo degli Antonio’s Revenge!

 

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ALL UNDER CONTROL TRACKLIST

1 Better than myself

2 Reach you

3 One more beer

4 Little heaven’s hell

5 Between the lines

6 Distance

7 If I were you

8 Run out on you

9 Lies no longer

10 Weatherman

11 Dream of you

12 The kids had never been before so happy

                                                                                                            

  ANTONIO’S REVENGE BIO

Gli Antonio’s Revenge nascono da un progetto musicale di Giovanni Boscaini (Basso) e Alessandro Razzi (Voce-Chitarra), che ispirandosi a band come Pearl Jam, Kings of Leon, Travis, decidono di fondere il brit-pop al rock americano.

Il nome della rock band deriva dalla curiosa coincidenza tra Antonio, il nome del cane dell’ex batterista Andrea e la passione di Sergio (chitarrista) per le tragedie dello scrittore inglese John Marston, tra le quali quella di Antonio’s Revenge.

Essi pubblicano un album-demo “Ursula Hammond” in collaborazione con Edipo (nome d’arte di Fausto Zanardelli) e sarà proprio quest’ultimo a registrare l’EP “Times Square Lights” (2010), EP che regala diverse soddisfazioni agli Antonio’s Revenge:

-“Better Than Myself”, viene scelto dall’etichetta californiana 272 Records e inserito nella compilation “Riot on Sunset vol. 26”, inoltre raggiunge il 4° posto della classifica degli Mp3 più ascoltati su Wiple.

-“Shining Star” raggiunge il 2° posto sempre su Wiple (oltre 20.000 views).

E non finisce qui! La band partecipa a “LiveMi”, progetto di Red Ronnie, apre il concerto di Morgan alla Nave di Harlock (BS) ed ottiene una data tutta sua al Legend54 (MI).

Nel 2013 pubblicano il singolo “The kids!”, brano adottato come sigla di una trasmissione radio bresciana.

Tornati in studio con il nuovo batterista Pedro Perini, gli Antonio’s Revenge iniziano questa nuova avventura con “All Under Control” (12 brani: 4 già conosciuti perché contenuti nell’EP Times Square Lights più 8 inediti), uscito nel mese di novembr


CAPOBRANCO: un rock istintivo, primordiale, animale! E’ il sound del loro nuovo album ZOO


CAPOBRANCO - IL GRANDE ZOO

CAPOBRANCO – IL GRANDE ZOO

Dopo l’esordio del 2014 e oltre 40 concerti che li hanno portati fino alle Canarie, i padovani tornano con l’atteso secondo lavoro dal rock deciso e trascinante, sporcato da inconfondibili ritmiche funk. Sei tracce che evidenziano come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale. La civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

Genere: rock/funk/alt rock

Label: Jetglow Recordings

Distribuzione: Jetglow Recordings

 

Streaming https://soundcloud.com/user-134644730/sets/il-grande-zoo

 

Dopo l’esordio del 2014 e oltre 40 concerti che li hanno portati fino alle Canarie, esce Il grande zoo, l’atteso secondo lavoro in studio dei padovani Capobranco.

Il maxi EP di 6 tracce, pubblicato da Jetglow Recordings, è stato registrato allo Studio2 di Padova e prodotto da Cristopher Bacco.

Paragonati ai Tre Allegri Ragazzi Morti poiché un trio che inizia i concerti mascherato, ai Litfiba per il timbro della voce del cantante Alex Boscaro e ai primi Negrita per le sonorità e per i testi piuttosto diretti, i Capobranco esprimono un rock deciso e trascinante, evidentemente sporcato da inconfondibili ritmiche funk.

Il grande zoo è la coerente evoluzione dell’album d’esordio. Se il filo conduttore del primo disco era infatti la sarcastica celebrazione dello spirito animale che, da dietro le quinte, contamina la personalità di ciascuno di noi, in questo lavoro il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale. La civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

I testi in italiano, generalmente ironici e sarcastici a tal punto da risultare quasi caustici, di tanto in tanto si addentrano in ambiti più intimistici oppure sardonicamente critici nei confronti di alcuni aspetti della nostra società.

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Il lavoro di produzione di Bacco si è concentrato sul rendere le canzoni quanto più dirette e immediate possibile, esaltando allo stesso tempo il groove ritmico e la naturale chimica tra tre musicisti che suonano insieme da oltre un decennio (con un quarto componente formavano i The Vintage, attivi fino al 2009) e che caratterizzano e rendono indimenticabili le appassionate performance dal vivo.

Il disco è stato anticipato il 26 settembre 2016 dal video del singolo di lancio Il rock è fuori moda. Prodotto e realizzato da B-Movie Italia con la regia di Matteo Stefani, la clip porta sotto i riflettori parte della variegata fauna che abita nel grande zoo. Le mode cambiano, anche quelle musicali, e in molti scelgono di seguire le tendenze del momento. Il Capobranco invece reclama il proprio posto al sole senza snaturare la propria indole. Con una convinzione: la moda è ciclica e tornerà di moda il rock.

Il rock è fuori moda  https://youtu.be/gW1BADS-vS0

 

Il grande zoo è disponibile in formato CD, streaming e download digitale dalle piattaforme del settore.

 

Line-up

Alex Boscaro (chitarra e voce – già Babyruth e Craven);

Valerio Nalini (basso e voce – già The Vintage e Club11);

Enrico Carugno (batteria – Crackhouse e Human Tanga)

 

Tracklist

Benvenuti nel grande zoo

Miele di vespa

Citazioni

Il rock è fuori moda

La solitudine del fonico

Ad un tratto

Next Gigs

22.10.16 @ Il Blocco Music Hall, S. Giovanni Lupatoto (VR)

 

Biografia

Ritmo, passione, impatto. Paragonato ai Tre Allegri Ragazzi Morti perché è un trio che inizia i concerti mascherato, ai Litfiba per il timbro della voce del cantante Alex e ai primi Negrita per le sonorità e per i testi piuttosto diretti, il Capobranco esprime un rock deciso e trascinante, evidentemente sporcato da inconfondibili ritmiche funk. I testi in italiano, generalmente ironici e sarcastici a tal punto da risultare quasi caustici, di tanto in tanto si addentrano in ambiti più intimistici oppure sardonicamente critici nei confronti di alcuni aspetti della nostra società.

Il Capobranco nasce a Padova nel 2012 ed è formato da Alex Boscaro (chitarra e voce), Valerio Nalini (basso e voce) ed Enrico Carugno (batteria).

Dopo il ben accolto omonimo esordio del 2014 per Jetglow Recordings, il 20.10 2016 esce Il grande zoo, un maxi-EP di 6 tracce, coerente evoluzione del precedente in cui il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale: la civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

Il disco è stato anticipato dal video del singolo di lancio, Il rock è fuori moda, uscito il 26 settembre 2016.

 

Contatti

www.facebook.com/iCapobranco

 

Press Media Office

www.facebook.com/BlobAgency

 


R.I.P. Prince


RIP Prince

RIP Prince

Una di quelle notizie che non si vorrebbero mai annunciare… (Dopo la grave perdita del mondo musicale di 😥 David Bowie..  ) Il 21 aprile 2016 il principe del pop di Minneapolis è morto… 😥 😥

Roger Nelson, conosciuto da tutti come  Prince (57 anni) si è spento nella sua casa di Minneapolis, in Minnesota. Il corpo è stato ritrovato in un ascensore degli studio di Chanhassen, dove il cantante registrava le sue canzoni. Non solo cantante, ma artista eclettico: polistrumentista, produttore discografico, regista e attore; insomma un’artista a tutto tondo, che ha saputo regalare al mondo un pezzo di storia della musica.

In un primo momento vicino alla sua morte aleggiava (e probabilmente aleggerà per sempre) la medesima nebulosa di mistero, che nasce ogni qualvolta muore un grande artista. Overdose di oppiacei? Vita al limite? Chi lo ha conosciuto sa della sua filosofia di vita  vegana, salutista e contraria a qualsiasi tipo di droga o ubriachezza. Dall’autopsia non risulta alcun segno di suicidio. No comment riguardo la presunta overdose. Ma si sa, per i qualche strano motivo per molti il mistero è condannato a restare per sempre…

Prince,

 genio della musica, grazie alla sua versatilità stilistica, che va dal pop al rock al funky/soul e non solo,

 al 27° posto tra i migliori 100 artisti secondo la nota rivista Rolling Stone

e pioniere della vendita on-line.

Artista che ha saputo regalare al mondo brani come Kiss e Purple Rain.

Ci piace pensarlo insieme ai grandi della musica con questa frase di Purple Rain:

“Se sapete di che cosa sto cantando quassù
Alzate le vostre mani”